Da oggi i consumatori italiani possono esercitare la class action
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fonte:
- La Sicilia.it
Roma. Da oggi i consumatori italiani possono esercitare la class action, ossia l’ azione collettiva a tutela dei propri diritti per danni o inadempienze contrattuali da parte delle aziende. «Anche in Italia – commenta il ministro dello Sviluppo economico, Claudio Scajola – diventa finalmente operativo uno strumento di civiltà, essenziale per la tutela dei consumatori, già attivo in altri paesi sviluppati». Per Scajola «da ora è più semplice, concreto ed effettivo l’ esercizio dell’ azione collettiva, poiché questa può essere avviata anche da singoli consumatori o utenti, anziché solo dalle loro associazioni, e viene semplificato il meccanismo di liquidazione del danno». «Si tratta – ricorda un comunicato del ministero dello Sviluppo economico – di una innovazione introdotta dalla legge Sviluppo per tutelare i consumatori e gli utenti, sostituendo così integralmente l’ analoga disciplina, prevista dalla legge finanziaria per il 2008, ma mai entrata in vigore perché ritenuta carente sia sotto l’ aspetto procedurale che sostanziale». In pratica – ricorda ancora il comunicato del ministero – la nuova disciplina consente a consumatori o utenti che abbiano subìto danni derivanti da prodotti difettosi o pericolosi, oppure da comportamenti commerciali scorretti o contrari alle norme sulla concorrenza, di unire le proprie forze per ottenere il risarcimento in ipotesi in cui il ricorso al giudice sarebbe troppo oneroso per un singolo individuo: ad esempio quando la controparte è molto più forte sul piano economico, e può quindi avvalersi in giudizio di strumenti di difesa più efficaci. O anche quando i comportamenti illeciti dell’ azienda, pur avendo grande rilevanza nel loro complesso, arrecano al singolo un pregiudizio di lieve entità. Con le nuove norme, in vigore con il nuovo anno, tutti coloro che si trovino nella stessa situazione di chi ha promosso la causa potranno aderire all’ azione, facendo valere i propri diritti, anche attraverso il promotore e senza bisogno di ricorrere autonomamente ad un avvocato. «Il procedimento – spiega il ministero dello Sviluppo economico – sarà snello e consentirà di avere una sentenza immediatamente esecutiva e non una mera sentenza di principio che poi costringe ad instaurare un successivo giudizio». Per assicurare una piena tutela dei consumatori che aderiscono, la normativa prevede il preventivo esame da parte del giudice per verificare l’ adeguatezza di chi ha instaurato il giudizio a curare l’ interesse della classe, cioè del gruppo di consumatori o utenti che si trovano nella stessa situazione, e per accertare l’ assenza di eventuali conflitti di interesse. Inoltre, si legge ancora nel comunicato, «è assicurata la piena trasparenza di tutte le fasi del procedimento, compresa la pubblicità sul sito del ministero dello Sviluppo economico». E’ anche prevista la notifica al pubblico ministero, garantendo così la possibilità di una presenza imparziale nella fase preliminare, preordinata a valutare adeguatezza ed assenza di conflitti d’ interesse. Contemplata anche l’ eventuale sospensione del giudizio quando sui fatti rilevanti è in corso un’ istruttoria davanti a un’ autorità indipendente, ovvero un giudizio dinnanzi al giudice amministrativo. «Si è predisposta così – si legge nella nota – una procedura economica, snella e veloce, trasparente, garantita ed efficace». Sono interessati dal provvedimento gli illeciti commessi successivamente alla entrata in vigore della legge Sviluppo, cioè dopo il 15 agosto 2009. La prima Class action riguarda UniCredit e Intesa Sanpaolo, ed è stata notificata dal Codacons. Firmatario è il presidente del Codacons, Carlo Rienzi. «L’ azione – si legge nel comunicato dell’ associazione – poggia sulle rilevazioni dell’ Antitrust secondo le quali le banche avrebbero compensato l’ eliminazione della commissione di massimo scoperto introducendo nuove e più costose commissioni a carico degli utenti, anche 15 volte più care rispetto al massimo scoperto».
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