8 Gennaio 2010

I prezzi della benzina riprendono a correre

 
 
La "verde" vola sopra quota 1,35 euro al litro. L’Antitrust vigila sui repentini rincari  

La benzina riprende a correre e vola sopra quota 1,35 euro al litro. Una galoppata che insospettisce il presidente dell’Antitrust, Antonio Catricalà, secondo cui «i prezzi scendono con la velocità di una piuma e salgono con quella del razzo», e che preoccupa le associazioni dei consumatori, convinte che gli aumenti costeranno 171 euro l’anno a famiglia.
A mettere mano ai listini, tra mercoledì e ieri, sono tutti i marchi tranne l’Agip, che aveva fatto da apripista martedì scorso, portando il prezzo consigliato a 1,337 euro secondo Quotidiano energia e a 1,342 euro secondo Staffetta Quotidiana.
Le due testate specializzate, infatti, forniscono indicazioni di prezzo non perfettamente uguali: in ogni caso entrambe rilevano che la Shell, marchio attualmente in testa al listino, ha portato il costo della verde sopra la quota di 1,35 euro (1,354 secondo Quotidiano, 1,352 secondo Staffetta) con un aumento di 1,5 centesimi.
In corsa è anche il prezzo del gasolio, con il marchio Shell che, ancora una volta, stacca tutti portandosi a 1,199 per Quotidiano e a 1,197 per Staffetta.
A pesare, come sempre, è l’andamento del prezzo del petrolio, che all’inizio del nuovo anno ha superato quota 80 dollari.
Ma sull’equazione ha qualcosa da dire l’Antitrust, che da tempo monitora il mercato dei carburanti: «I prezzi scendono con la velocità della piuma e salgono con quella del razzo: c’è qualcosa di distorto», ha detto Catricalà, ammettendo però di non essere «riuscito a dimostrare il contrario di quello che dimostrano le aziende con studi alti quanto un bambino di 19 anni, quindi circa due metri».
Sulla cosiddetta doppia velocità dei prezzi, infatti, le aziende «sono riuscite a dare una prova da un punto di vista scientifico della bontà delle loro azioni. Da punto vista razionale – ha però aggiunto – non riesco a capire, ma dal punto di vista tecnico, giuridico ed economico non ho la prova che questo sia un illecito». Tra le possibili soluzioni per venire incontro ai consumatori, comunque, Catricalà ha parlato di una «iniziativa ministeriale buona, che vuole distinguere la distribuzione dalle case produttrici», con un conseguente aumento delle pompe bianche, cioè senza marchio.
Sui rincari di questi giorni, intanto, fanno due conti le associazioni dei consumatori: Adusbef e Federconsumatori parlano di aumenti «fuori controllo», che peseranno per 171 euro annui a famiglia tra costi diretti e indiretti.
Alla vigilia di Natale, dicono ancora le associazioni dei consumatori, «la benzina si pagava in media 1,301 euro al litro, mentre il diesel 1,149».
Si assiste ad «aumenti privi di qualunque fondamento» e «il tutto avviene nell’indifferenza del Governo, ed in particolare del ministro dello Sviluppo economico, Claudio Scajola, che da almeno un anno – dice il Codacons – continua a promettere misure di liberalizzazione senza attuarne nemmeno una».

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