8 Gennaio 2010

Petrolio in calo ieri a New York

ROMA Petrolio in calo ieri a New York, dopo lo sprazzo del giorno prima, con il greggio in apertura di contrattazione in flessione dello 0,4% a 82,87 dollari. Benzina in decollo invece, in rincorsa allo sprint sul rialzo del greggio del giorno precedente, nei distributori italiani. E la velocità del rincaro fa storcere il naso all’ Autorità per la concorrenza. E’ lo stesso presidente dell’ Antitrust, Antonio Catricalà, a prendere posizione, pur se per ora solo con un commento a ruota libera. Dice, Catricalà, quello che moltissimi automobilisti italiani pensano da un pezzo. E cioè che «i prezzi dei carburanti scendono con la velocità di una piuma e salgono con quella del razzo». ovviamente, ancora più drastiche sono le organizzazioni di tutela dei consumatori. Esse stimano un costo medio degli aumenti pari a 171 euro annui a famiglia. E Codacons arriva al punto di chiedere le dimissioni del ministro dello Sviluppo Claudio Scajola, e parla di «stangata aggiuntiva per gli automobilisti pari ad almeno 15 milioni», riferendosi agli aumenti succedutisi dal 23 dicembre scorso. A mettere mano ai listini, tra ieri e ieri l’ altro sono stati tutti i marchi tranne l’ Agip: ma quest’ ultima solo perché aveva anticipato tutti martedì scorso, portando il prezzo consigliato a 1,342. Superata poi da Shell che ha piazzato la verde sopra 1,35 (1,354 secondo Quotidiano, 1,352 secondo Staffetta) e il gasolio a 1,199 guidando la fila dei rialzi. Un fenomeno su cui, come detto, l’ Antitrust si riserva di dire al sua: c’ è «qualcosa di distorto» nel meccanismo, ha detto ieri Catricalà, che però ha poi ammesso che per ora la sua Authority non è «riuscita a dimostrare il contrario di quello che dimostrano le aziende con studi alti quanto un bambino di 19 anni, quindi circa due metri. Sulla cosiddetta doppia velocità dei prezzi (alta in salita, bassissima in discesa) le aziende per il presidente dell’ Antitrust «sono riuscite a dare una prova da un punto di vista scientifico della bontà delle loro azioni. Da punto vista razionale non riesco a capire, ma da punto di vista tecnico, giuridico ed economico non ho la prova che questo sia un illecito». Tra le possibili soluzioni per venire incontro ai consumatori, comunque, Catricalà ha parlato di un’ «iniziativa ministeriale buona, che vuol distinguere la distribuzione dalle case produttrici», con conseguente aumento delle pompe "indipendenti" e non a marchio. La benzina non è l’ unico fronte su cui l’ Antitrust è impegnato. Catricalà, anzi, ieri ha annunciato che il suo team sta preparando «un documento molto importante per il governo che è la legge sulla concorrenza, uno strumento che è entrato in vigore da poco e che si dovrà fare ogni anno come la legge Comunitaria. Stiamo preparando delle proposte di liberalizzazione – ha aggiunto – che vanno trasversalmente, dalla distribuzione commerciale al sistema industriale per l’ apertura dei mercati. Il tema dominante è che dove c’ è libertà e non corporativismo la crescita dovrebbe venire di per sè, nascere dal mercato». Catricalà ha infine escluso l’ esistenza di ogni motivazione di attrito polemico con Mister Prezzi. Co il quale, ha chiarito Catricalà, l’ Authority che sorveglia il mercato ha «quotidiani scambi e ottimi rapporti, perché lui è molto rispettoso delle nostre competenze e noi delle sue. Noi – ha chiosato Catricalà – siamo un’ Autorità che interviene per sanzionare, o per accettare impegni di migliore comportamento. Mister Prezzi ha invece una funzione di "moral suasion", di convincimento delle parti in causa, e potere di segnalazione quando rileva una discrasia di mercato: poi siamo noi a valutare se aprire l’ istruttoria». An. Pa

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