Benzina oltre 1,35: i dubbi del Garante e l’ ira dei consumatori
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fonte:
- Velino.it
Roma, 7 gen (Velino) – Dopo la tregua natalizia, rincarano i prezzi dei carburanti italiani con la benzina che vola oltre 1,35 euro al litro. La raffica di aumenti non piace però alle associazioni dei consumatori italiane, che protestano chiedendo interventi del governo. Ma soprattutto non piacciono al presidente dell’ Antitrust Antonio Catricalà. Intervistato da Repubblica Tv , il numero uno dell’ Authority per la concorrenza, ha ammesso di non capire gli incrementi dei listini "che scendono con la velocità della piuma e salgono con quella di un razzo" visto che "non ci sono prove di illeciti da parte delle compagnie petrolifere". "Non sono riuscito a dimostrare il contrario di quello che le aziende hanno dimostrato con studi alti circa due metri, cioè che questo meccanismo è forzato – ha sottolineato Catricalà ricordando l’ istruttoria aperta dall’ Antitrust e conclusasi con degli impegni da parte delle aziende -. Loro dicono che è un meccanismo di mercato e sono riusciti a dare una prova dal punto di vista scientifico della bontà delle loro ragioni". Intanto però, la raffica di rincari, aperta da Agip martedì, si è completata oggi per tutte le compagnie. Dal monitoraggio di quotidianoenergia.it emerge infatti che Api-IP hanno aumentato il prezzo di riferimento della verde di 1,2 centesimi (1,337 euro/litro) e di 1,3 centesimi quello del gasolio (1,182 euro/litro). Erg è salita di 1,5 centesimi su entrambi i prodotti (1,339 euro/litro la benzina e 1,184 il diesel). Altrettanto ha fatto la Shell (a quota 1,354 euro/litro la verde e 1,199 il gasolio). Per Esso i rincari sono stati di 1,4 centesimi per la benzina (1,338 euro/litro) e 1,7 centesimi per il gasolio (1,185 euro/litro), mentre Q8 e Tamoil hanno aumentato di 1,4 centesimi entrambi i prodotti (rispettivamente 1,338 e 1,337 euro/litro sulla verde e a 1,183 e 1,182 euro/litro sul gasolio). Infine Total ha ritoccato i listini di 2 centesimi sia per benzina che per il diesel salendo a 1,344 e a 1,189 euro/litro. Secondo Catricalà per consentire un abbassamento dei prezzi dei carburanti è da condividere innanzitutto l’ iniziativa ministeriale che mira distinguere la distribuzione dalle case produttrici. Una mossa che "dovrebbe comportare un aumento delle pompe bianche in Italia, che hanno circa 10 punti di meno del costo della benzina per litro". Meno convincente invece il prezzo settimanale, pur giudicato "un buon progetto", sul quale tuttavia il presidente dell’ Antitrust ha annunciato "un appuntino" che verrà spedito al ministero dello Sviluppo economico affinché si tenga conto "di alcune preoccupazioni dell’ Antitrust". A criticare gli ultimi aumenti del prezzo dei carburanti è intervenuto il leghista Sergio Divina presidente della Commissione di controllo sui prezzi e le tariffe del Senato che ha parlato di "arrembaggio non più tollerabile" verso le tasche dei consumatori che pagano il "bello e cattivo tempo dei petrolieri" ed ha auspicato "sobrietà e responsabilità" tanto dei petrolieri quanto degli enti che ritoccano "in modo disinvolto" le tariffe. Vanno giù dure anche le associazioni dei consumatori. Il Codacons parla di stangata da 15 milioni di euro per gli automobilisti e chiede le dimissioni del ministro Claudio Scajola, "incapace – a parer loro – di far fronte allo strapotere delle compagnie petrolifere". L’ Adoc reclama un incontro urgente con Mr prezzi per far fronte a quella che sta diventando un’ "emergenza nazionale" e invoca invece un taglio "urgente" di 20 centesimi al litro per Iva e accise, per far tornare i carburanti ai livelli di un anno fa. Una mossa che consentirebbe, secondo l’ Adoc, di far risparmiare almeno 300 euro l’ anno per automobilista. Secondo Adusbef e Federconsumatori invece i rincari di questi giorni costeranno alle famiglie italiane 171 euro in più all’ anno per contrastare i quali le associazioni chiedono una razionalizzazione della rete e un maggior controllo delle velocità di adeguamento dei prezzi. Una buona notizia arriva comunque dai mercati internazionali: i future sul greggio Wti a New York sono in calo sotto gli 83 dollari al barile, mentre il Brent a Londra è sceso sotto gli 82 dollari al barile.
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