Il governo rinvia il decreto Brunetta In soffitta la class action contro la Pa
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- Finanza & mercati
Il governo annacqua la riforma Brunetta, accantonando per il momento la «class action» contro la Pa voluta dal ministro della Pubblica amministrazione. E’ quanto risulta dal testo definitivo del decreto legislativo approvato il 17 dicembre dal consiglio dei ministri e pubblicato in questi giorni sulla Gazzetta Ufficiale. A lanciare l’ allarme è stato ieri il Codacons, spiegando che da gennaio non sarà di fatto possibile rivalersi per i mancati servizi della pubblica amministrazione e dei concessionari di servizi pubblici così come annunciato. «Dopo l’ annuncio delle prime azioni collettive, il governo ha pensato bene di far sparire la class action contro la pubblica amministrazione», ha affermato in una nota l’ associazione dei consumatori, denunciando che nel testo finale del provvedimento «è stato modificato l’ art. 7, che prevedeva l’ immediata entrata in vigore dall’ 1 gennaio 2010 dell’ azione collettiva contro i ministeri». Nel nuovo testo, si legge, «non entra in vigore un bel niente, almeno riguardo ad azioni che tendono a sanzionare il mancato rispetto degli standard qualitativi per i concessionari di sevizi pubblici (Trenitalia, Comuni, Province, Regioni, società della luce, del gas, dell’ acqua, ecc.). Anzi, la class action viene rinviata a futuri e incerti decreti della Presidenza del Consiglio che dovranno fissare gli standard qualitativi dei servizi da erogare al cittadino». A sparire, sempre secondo il Codacons, sarebbero anche i fondi dell’ Antitrust destinati alle associazioni dei consumatori, che non compaiono né nelle pieghe del bilancio, né nelle norme del Milleproroghe. Sulla stessa linea anche il segretario generale dell’ Unione nazionale dei consumatori, Massimiliano Dona, che accusa il governo di aver già spuntato la class action vera e propria, introdotta con la Finanziaria 2008 «che impedisce alle organizzazioni di consumatori di avere un ruolo attivo nella proposizione dei processi». Dura anche la reazione dei presidenti dell’ Adusbef, Elio Lannutti, e della Ferderconsumatori, Rosario Trefiletti, che bollano come «fars action» il provvedimento del ministro della Pubblica amministrazione e definiscono una «scatola vuota» il testo finale del decreto, dove «non vi è nulla di concreto per risarcire i cittadini dalla mala burocrazia, né per definire standard accettabili nei servizi erogati all’ utenza».
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