2 Gennaio 2010

Class action al via contro Unicredit e Intesa SanPaolo

Da ieri i consumatori italiani potranno avvalersi di un nuovo strumento: la class action, ossia l’ azione collettiva a tutela dei propri diritti per danni o inadempienze contrattuali da parte delle aziende. E’ un’ innovazione introdotta dalla Legge Sviluppo che sostituisce integralmente l’ analoga disciplina, prevista dalla legge finanziaria per il 2008, ma mai entrata in vigore. In sostanza la nuova disciplina consente a consumatori o utenti, i quali abbiano patito danni derivanti da prodotti difettosi o pericolosi, oppure da comportamenti commerciali scorretti o contrari alle norme sulla concorrenza, di unire le proprie forze per ottenere il risarcimento in ipotesi in cui il ricorso al giudice sarebbe troppo oneroso per un singolo individuo. Sarà il Codacons a presentare la prima class action italiana, che riguarderà il settore bancario. Proprio ieri ha notificato due citazioni in Tribunale contro due colossi bancari: Unicredit e Intesa Sanpaolo. L’ azione poggia sulle rilevazioni dell’ Antitrust secondo le quali le banche avrebbero compensato l’ eliminazione della Commissione di massimo scoperto introducendo nuove e più costose commissioni a carico degli utenti, anche 15 volte più care rispetto al massimo scoperto. Se i giudici dovessero accogliere le istanze dell’ associazione, migliaia di correntisti dei due istituti potranno aderire alla class action chiedendo di essere risarciti per le maggiori spese sostenute e senza necessità di rivolgersi al Giudice. La somma richiesta in giudizio dai correntisti si calcola che sarà pari a 1 miliardo di euro per ciascuna banca.

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