Class action al via anche in Italia
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fonte:
- Alto Adige
- Corriere delle Alpi
- Gazzetta di Mantova
- Gazzetta di Modena
- Gazzetta di Reggio
- Il Centro
- Il Mattino di Padova
- il Tirreno
- La Città di Salerno
- La Nuova Ferrara
- La Nuova Sardegna
- La Nuova Venezia
- La Provincia Pavese
- La Tribuna di Treviso
- Trentino extra
ROMA. Con il nuovo anno è entrata in vigore in Italia la legge che permette ai consumatori di promuovere cause collettive contro pratiche commerciali scorrette e danni subiti dalle aziende. «Strumento di civiltà essenziale per la tutela dei consumatori», dice il ministro Scajola. Per il Pd si tratta di norme mutilate «rispetto alla legge voluta dal ministro Bersani». Il nuovo strumento, noto come “class action”, è stato già usato dal Codacons, l’ associazione dei consumatori che ha annunciato di aver depositato i primi ricorsi contro due banche, Unicredit e Intesa San Paolo. La normativa non è però retroattiva: si possono intentare cause collettive solo per illeciti commessi a partire dal 16 agosto scorso. Restano fuori tutti i maxi-crac del passato, a partire da Cirio e Parmalat. Ricorsi dei singoli. Secondo il ministro Scajola «da ora è più semplice, concreto ed effettivo l’ esercizio dell’ azione collettiva, poiché questa può essere avviata anche da singoli consumatori o utenti, anziché solo dalle loro associazioni, e viene semplificato il meccanismo di liquidazione del danno». In sostanza la nuova disciplina consente a consumatori e utenti, i quali abbiano patito danni derivanti da prodotti difettosi o pericolosi, oppure da comportamenti commerciali scorretti o contrari alle norme sulla concorrenza, di unire le proprie forze per ottenere il risarcimento in cui il ricorso al giudice sarebbe troppo oneroso per un singolo individuo: ad esempio quando la controparte è molto più forte sul piano economico, e può quindi avvalersi in giudizio di strumenti di difesa più efficaci. Il primo ricorso. Appena attivata, la nuova azione legale è già stata intentata dal Codacons che ha notificato due citazioni in Tribunale contro due colossi bancari: Unicredit e Intesa Sanpaolo. Oggetto del contendere, le commissioni applicate dalle banche sui conti correnti in rosso, giudicate troppo costose, anche sulla scorta di una segnalazione fatta alcuni giorni fa dall’ Antitrust. «Si tratta della prima azione collettiva in Italia – commenta il presidente del Codacons, Carlo Rienzi – speriamo serva per disincentivare i colossi economici a fare scorrettezze gravi contro i consumatori che per pochi euro non farebbero mai causa individualmente». La somma richiesta in giudizio dai correntisti, aggiunge l’ associazione, sarà pari a circa 1 miliardo di euro per ciascuna banca. Altre due associazioni dei consumatori, Adusbef e Federconsumatori, pur essendo «felici» dell’ azione intrapresa dal Codacons ritengono sia necessaria prima «un’ analisi precisa e approfondita al fine di non fare il gioco delle parti di cui si vogliono contrastare comportamenti scorretti». Pubblica amministrazione. Da ieri in vigore anche per la class action nella pubblica amministrazione, ovvero nei confronti degli uffici pubblici o società concessionarie di servizi pubblici (come Autostrade o Rai). Rispetto alla class action “privata” non prevede il risarcimento del danno, ma solo il ripristino dell’ efficienza del servizio. Le azioni, in ogni caso, si potranno intraprendere solo quando saranno definiti tutti gli standard indispensabili per i servizi. «Legge mutilata». Per il Pd la norma nasce mutilata. «Rispetto alla legge prevista da Bersani le azioni diventano più complicate e costose», dice Stefano Fassina, responsabile Economia della segreteria.
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