5 Gennaio 2010

I prezzi si raffreddano: mai così bassi da 50 anni

 
Mai così bassa negli ultimi 50 anni. L’ inflazione nel 2009, anno di crisi mondiale, in Italia si è fermata a una media dello 0,8%, ai minimi dal lontano 1959, quando l’ indice nazionale dei prezzi al consumo fu negativo e segnò un -0,4%. Fu l’ ultimo caso di deflazione annua registrato nel Paese in coincidenza con l’ avvio del boom economico. A livello tendenziale, la crescita dei prezzi è stata dell’ 1%. La Sardegna ha fatto peggio: Cagliari registra un +1,5%, trainata dall’ incremento dell’ inflazione nei servizi di ristorazione (+3,8%), nelle bevande alcoliche e nei tabacchi (+4,4%), nei trasporti (+1,4%), nei servizi sanitari (+1,7%) e nei mobili per la casa (+2,2%). LA DINAMICA Oggi, rispetto a mezzo secolo fa, i dati dell’ Istat indicano da un lato un andamento contenuto della dinamica inflazionistica nell’ anno appena chiuso (sotto di due punti e mezzo rispetto al 2008, quando l’ inflazione si attestò al 3,3%) che soddisfa il governo ma non i consumatori e la Cgil, che denuncia una crescita zero dei salari. Dall’ altro, un rialzo tendenziale – per la quinta volta consecutiva dopo l’ azzeramento di luglio – nel mese di dicembre (all’ 1%, secondo la stima, per la spinta dei rincari di tabacchi e trasporti) che sembra preannunciare possibili ulteriori risalite nel 2010 appena cominciato, come dicono alcune previsioni. I MINIMI Il dato sull’ inflazione media 2009 ai minimi da 50 anni, ha commentato il ministro dello Sviluppo economico, Claudio Scajola, «è una conferma della severità della crisi ma anche del fatto che il potere di acquisto dei cittadini non è stato penalizzato ed è anzi in molti casi aumentato». Così come il dato tendenziale in salita di dicembre è «un indice di ripresa dei consumi e delle attività economiche», ha proseguito il ministro avvertendo però che «in questa fase di avvio della ripresa dobbiamo impegnarci a rilanciare la crescita ma anche a tenere sotto controllo i prezzi per evitare effetti speculativi soprattutto sui prodotti di largo consumo». I CONSUMATORI Di parere diverso i consumatori. Considerata la forte contrazione dei consumi che ha caratterizzato il 2009, «anche questa senza precedenti storici», ha sostenuto il Codacons, il tasso di inflazione «avrebbe dovuto essere addirittura negativo e non positivo». Mentre per Federconsumatori e Adusbef, che pure parlano di rialzo «grave», l’ inflazione allo 0,8% comunque «equivale ad un ulteriore aggravio di 240 euro annui a famiglia, che ne decurta ulteriormente il potere di acquisto».

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