Bollettino di Gennaio 2002: Acque imbottigliate – Filtri a carboni attivi, funzioni e limiti – Distribuzione dell’acqua nel mondo, ridurre gli sprechi
Sportello Acqua – Bollettino 01/2002
Acque imbottigliate.
Sulla scia di iniziative della magistratura(indagine avviata dalla Procura di Bari su ipotesi di reato di commercio di sostanze alimentari nocive presenti in dette acque e svolta su quasi tutte le marche),sarebbe emerso che quasi tutti i campioni esaminati presentano valori elevati di sostanze indesiderate,quali nitrati,nitriti, presenza di metalli tossici,quali nichel, cadmio bario,sali di arsenico etc..valori che una normativa, quanto mai compiacente, del ’92 non limita come presenza massima, ovvero è di maniche molte larghe per le sostanze notoriamente tossiche, con limiti, in ogni caso, superiori ben quattro volte rispetto a quelli consentiti nelle acque di acquedotto, con punte fino a duecento volte ,vedi il caso dell’arsenico! Si è tenuto a Rimini il 30 gennaio un corso per sommelier d’acqua, la cosa sarebbe seria se affrontata in altri termini, in questo modo ha solo il sapore del godereccio disinformato, che tanto fa comodo a chi le acque le imbottiglia, ma sicuramente non è di alcuna utilità sociale; tra le altre cose si è persa l’occasione di evidenziare quanto pericolosa sia la pratica di immettere CO2(anidride carbonica) nell’acqua, le famose bollicine artificiali!
E’ questo un fatto ben noto agli addetti ai lavori, che purtroppo,per una strana ironia del destino non vengono mai presi in seria considerazione, tranne nei momenti nei quali i mezzi mediatici, bisognosi di informazioni attendibili, nel momento del massimo clamore di un evento a forte impatto con la popolazione,vengono interpellati per giustificare e legittimare preoccupazioni salutistiche,presunte o legittime che siano; a questo proposito desidero dar risalto ad alcune lodevoli iniziative tese a responsabilizzare enti, istituzioni ed uomini politici e conduttori, effettuate da Paolo Porcelli,ed indirizzate anche al mio sito(mi scuso per il ritardo nella risposta ma desideravo dare un riscontro che avesse un’eco appropriato),sulle enormi problematiche salutistiche determinate dall’uso di un’ acqua con nitrati, trialometani e cloro utilizzato per la potabilizzazione (ne riporto una recensione),e l’intento informativo e divulgativo a tal riguardo di autorevoli studi effettuati all’estero ed inoltrati ad enti istituzioni, politici e conduttori di trasmissioni televisive a tema, non hanno dato alcun riscontro, almeno ad oggi; è, dunque così problematico parlare di acqua e di una giusta qualità dell’acqua in Italia?, ci sono troppi interessi corporativi da difendere?, c’è troppa sensibilità della nostra classe politica, di sempre, non me ne voglia nessuno, semmai tutti, alle istanze di Mineracqua e di Federgasacque e molto meno alla tutela della salute dei cittadini!.
Filtri a carboni attivi, funzioni e limiti.
Il dispositivo di legge del dicembre del ’90, reiterato il 29 gennaio ’91,tuttora i vigore è molto chiaro al riguardo,all’art.2, comma 7,vengono evidenziati i pregi; la capacità di absorbire prevalentemente cloro e di eliminare parzialmente microinquinanti chimici,mentre il rovescio della medaglia è che rilasciano improvvisamente, senza preavviso tutto quello che hanno trattenuto in precedenza,con documentati rischi di prolificazione batterica!,per questo,giustamente il Legislatore non consente l’uso di quest’ultimi da soli; bene, nonostante questo esplicito divieto, in questi ultimi dieci anni c’è stato un proliferare di detti filtri, commercializzati o da persone o ditte non qualificate, ovvero disinvoltamente tese a realizzare alti profitti a costi bassissimi, illudendo gli utenti di tali prodotti, di purificare l’acqua di rete e,peggio ancora di pozzo, a costi, solo apparentemente,convenienti, mettendoli a rischio di bere un’acqua addirittura peggiore di quella originaria,con la certezza di assumere anche cariche batteriche fuori dai valori previsti dalla 443/236!; questo tipo di prodotti li troviamo non solo sotto forma di filtri, ma anche inseriti in caraffe per purificare l’acqua, di vario tipo, con illusorie pretese di “rendere acqua pura come quella di sorgente”, conferendogli prestazioni di filtraggio che solo impianti,che si avvalgono di tecnologie più complesse, più raffinate ed, ovviamente, più costose, sono in grado realmente di dare; Li troviamo nella ristorazione, forniti di bei contenitori metallici, con tanto di aggiunta di anidride carbonica, per aggravare una situazione igienico-salutistica già preoccupante, spesso senza esser dotati di sistemi di disinfezione od altri tra quelli richiesti dal Legislatore per evitare il rilascio incontrollato che è una caratteristica dei filtri a carboni attivi; persino inseriti, come optional, in frigoriferi di gran marca,nella presa di erogazione dell’acqua, vedi il caso della HOOVER ! Insomma è evidente che anche quando, come nel caso di questa ditta, le cui dimensioni aziendali la pongono obbiettivamente al riparo da intenti speculativi (visto il modesto valore intrinseco dell’optional),mentre, sicuramente, il suo obbiettivo, vuole essere fornire una migliore prestazione al cliente, in questo caso, per motivi di scarsa informazione, non sa di proporre un presidio addirittura fuorilegge!
Distribuzione dell’acqua nel mondo, ridurre gli sprechi.
Ho avuto il piacere e l’onore etico di partecipare in qualità di responsabile CODACONS al Convegno “Le comunità locali e l’accesso all’acqua potabile: quali risposte ai processi di mondializzazione e di privatizzazione”, presieduto dal professor Riccardo Petrella, esponente di spicco e docente di Economia della globalizzazione all’università belga di Lovanio: il quadro sulla distribuzione dell’acqua è drammaticamente all’armante; oltre un miliardo di persone nel mondo ha accesso all’acqua in maniera del tutto sporadica,tre miliardi usufruiscono di appena 10/15litri al giorno per tutti gli usi, igienico/alimentari!solo il 20% della popolazione mondiale usufruisce di oltre 300 litri al giorno! E spesso per motivi futili ed effimeri bruciamo risorse idriche che potrebbero soddisfare i bisogni di una città con oltre tre milioni di abitanti, è il caso della “Venezia Nord-americana,” realizzata nei pressi di Las Vegas!
Nel quadro della riduzione degli sprechi d’acqua và segnalato l’articolo sul Corriere della Sera di giovedì 31 gennaio a firma di Luca Goldoni, titolato “ Acqua come ci piace sprecarla”, nel quale il giornalista si sofferma, nel valutare alcuni dei nostri gesti di vita quotidiana riferiti a quanta acqua facciamo scorrere senza utilizzarla; valutazione sicuramente attinente, anche se solo per difetto, in effetti, quando apriamo un rubinetto dell’acqua, in media, ogni minuto, facciamo scorrere circa 18 litri!(quante volte commettiamo il negligente atto, anche se inconsapevole di far scorrere l’acqua per qualche minuto per avere appena dieci decilitri di acqua più fresca contenuti in un bicchiere,avendo sprecato oltre 50 litri di acqua potabile!), esistono rubinetti che consentono di ridurre lo spreco dell’acqua del 50% mantenendo inalterate le pressioni all’interno dei circuiti idrici collegati a boiler ed elettrodomestici;quanti sono al corrente che l’acqua dello scarico del water prende dai 15 ai 18 litri(esistono oggi meccanismi semplici e poco costosi che consentono di dosare il quantitativo dell’acqua in base all’utilità)!.
E’ evidente che l’informazione circa l’acqua, le sue funzioni, i parametri ottimali per definire un acqua veramente adatta all’uso umano(senza che si ripeta il paradigma di Pasteur “L’acqua è la causa del 90 % di tutte le malattie dell’uomo”), le tecniche e le tecnologie utili a migliorare la qualità dell’acqua ed a contenerne il suo spreco,non fanno ancora parte della nostra cultura, ma sicuramente i responsabili non sono i cittadini, la gente comune, bensì i grandi comunicatori,il politico,il mondo mediatico (quanti giornalisti definiti “ scientifici” conducono programmi ai limiti della pseudoscienza immaginifica e sicuramente accattivante, che certo, prende lo spettatore, quindi lo share aumenta,gli sponsor sono soddisfatti,ma l’informazione è o assente o tristemente piegata ai bisogni degli indici d’ascolto, allontanando l’utente dalla realtà dei problemi!), quante volte il politico, soprattutto in campagna elettorale promette riassetto dei bacini idrici, la riqualificazione della rete idrica, l’allineamento dei parametri qualitativi ed organolettici a quelli suggeriti dalla OMS, quante volte, perché allertato da eventi che prendono la prima pagina dei giornali promette interventi per la risoluzione radicale del problema, poi è sufficiente spegnere i riflettori delle prime pagine, scema l’attenzione dell’opinione pubblica, magari si versa un pò di disinfettante in più nell’acquedotto(ipoclorito di sodio attivo,CLORO), e tutti vanno a nanna felici e contenti (mi perdonerà TOPO GIGIO per averlo coinvolto).
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