Multe pazze, caccia ai responsabili
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fonte:
- la Repubblica
La Finanza ascolterà i funzionari della Gerit e quelli della Prefettura. Dolo o disorganizzazione amministrativa
Multe pazze, caccia ai responsabili. La Procura vuole capire chi e perché le ha inviate
L`esposto di Codici contro il Comune: "Quei pignoramenti sono atti estorsivi"
Il Codacons pronto a chiedere risarcimenti per il danno morale e biologico
Un grande imbroglio o solo una bagarre burocratica? Ora sulla vicenda delle cartelle pazze la parola passa ai dirigenti della Gerit. Gli investigatori della guardia di finanza ascolteranno i responsabili dell`agenzia che fa capo alla Equitalia spa, incaricata della riscossione dei tributi e delle multe per conto dello Stato ed enti locali. Ma non solo. I finanzieri sono intenzioni a chiedere spiegazioni anche ai funzionari dell`Agenzia delle Entrate e dell`ufficio multe della Prefettura e del Comune. Lo scopo è chiaro: gli inquirenti vogliono ricostruire la "filiera" dei tributi e delle contravvenzione versate oppure dichiarate illegittime ma mai "archiviate". E sono ancora da chiarire le cause del black-out tra i vari uffici competenti che ha bloccato la comunicazione tra i vari uffici competenti generando, invece, centinaia di ingiunzioni di pagamento non dovute. E spesso dalle minacce si è passati anche al pignoramento di beni mobili ma anche di appartamenti e locali commerciali. I finanzieri devono stabilire una volta per tutte se esistano atti oppure omissioni dolose da parte della Gerit nel pretendere il pagamento delle sanzioni non dovute e maggiorate con avvisi di mora. Ma dagli accertamenti finora svolti dalla Finanza, l`incubo delle "cartelle pazze" sembra essere più legato alla mala organizzazione degli uffici: a un difetto di comunicazione tra l`ufficio riscossore e le istituzioni. Nei mesi scorsi, il procuratore aggiunto Pierfilippo Laviani ha aperto un`inchiesta dopo aver ricevuto le denunce di alcuni cittadini perseguitati dagli avvisi di pagamento. Nell`indagine viene ipotizzato il reato di truffa. Se dall`indagine venissero confermati i profili di carattere amministrativo e non penali, l`inchiesta potrebbe essere presto archiviata. In Procura nelle scorse settimane è arrivato anche un altro esposto, firmato dall`avvocato Carmine Laurenzano per conto del Codici. Nella denuncia vengono descritti diversi casi di cittadini che pur avendo ottenuto l`annullamento di sanzioni di vario tipo si sono ritrovati con la casa ipotecata. L`associazione di consumatori chiede di verificare se esistano gli estremi per contestare il reato di estorsione. "Il Comune, essendo beneficiario della sanzione amministrativa è chiamato a prendere parte al procedimento di opposizione e quindi dovrebbe essere a conoscenza dell`annullamento della sanzione – spiega il responsabile dell`ufficio legale del Codici – Per questa ragione si potrebbe intravedere un atteggiamento doloso da parte dell`amministrazione pubblica che passando all`azione esecutiva del pignoramento colpisce duramente e ingiustamente il cittadino". Sul piano del risarcimento civile è il Condacos a raccogliere la protesta mettendo a loro disposizione una equipe di avvocati. "Tutti i cittadini che si sono visti ingiustamente accusati che hanno subito stress, che hanno perso tempo girando per gli uffici in cerca di una spiegazione – spiega Carlo Rienzi, presidente di Codacons – possono costituirsi parte civile e chiedere il risarcimento del danno morale e biologico".
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