Il gas aumenta del 2,8%, la luce in calo del 2,2%
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fonte:
- Il Sole 24 Ore
MILANO Dal1?gennaiofinoal31marzo la corrente elettrica costerà meno ma rincara il metano. Per effetto del petrolio pazzo. I numeri: da venerdì l’ elettricità ribasserà del 2,2% ( contrariamente alle previsioni pessimiste che avevano fatto presagire un rincaro) e il gas invece aumenterà del 2,8%. Ma corre dell’ 8,3% il gpl "gas città" usato nelle zone non servite dal metano, come in Sardegna o in molte vallate delle Alpi. Lo ha deciso l’ Autorità dell’ energia, che ogni tre mesi esamina gli andamenti delle materie prime energetiche (i contratti del metano e i costi sostenuti dalle centrali elettriche) e adegua le bollette di luce e gas per i consumatori che rimangono sotto la tutela tariffaria. Beninteso, le condizioni economiche decise dall’ Autorità dell’ energia sono di riferimento anche per buona parte del mercato libero. Durante tutto l’ anno le bollette erano ribassate in modo rilevante, come è accaduto anche ora per l’ elettricità,che da capodanno costerà 16,26 centesimi al chilowattora (tasse comprese). Invece si è interrotta la discesa del metano. I grandi contratti internazionali di fornitura del metano tengono conto degli andamenti del greggio, con risalite fino al 9%, e in teoria il gas sarebbe dovuto rincarare in modo ancora più rilevante, circa del 3,2%. In termini assoluti, un paio di centesimi in più al metro cubo. Ma nei giorni scorsi l’ Autorità dell’ energia ha deciso di ritoccare le tariffe di trasporto e di distribuzione del metano ( sono quelle che interessano la Snam Rete Gas e i grandi acquirenti, come le aziende del gas): la sforbiciata a un anello più in alto nella catena del metano ha permesso di ridurre anche le tariffe dei consumatori finali. In ogni caso – avverte l’ authorityenergetica- dal1?gennaio i prezzi del gas «saranno inferiori del 13,3% rispetto ai prezzi del 1?trimestre 2009». L’ autorità indipendente ha aggiornato le tariffe, con la neutralità distaccata che le impone il ruolo, ma non è contenta di come sta andando il mercato del gas. E’ un mercato ancora poco liberalizzato, affaticato, pesante. I costi alti del gas potrebbero essere un effetto di una concorrenza modesta tra i fornitori. Per questo motivo l’ Autorità dell’ energia ha deciso di vederci chiaro e ha aperto un’ indagine conoscitiva. Un paio di conti in tasca alla famiglia media italiana. Con questo aggiornamento, la spesa media della famiglia tipo per l’ elettricità si ridurrà così di circa 10 euro l’ anno, in aggiunta ai 39 euro di riduzioni del 2009, per una bolletta annua sui 439 euro, mentre per il gas spenderà in un anno 26 euro in più, dopo le riduzioni di 185 euro di quest’ anno. Nel complesso, quindi, la spesa media delle famiglie per gas ed elettricità, nei primi tre mesi del 2010, segnerà un +1,1% rispetto all’ ultimo trimestre 2009, con un incremento totale di 16 euro l’ anno. Rispetto al primo trimestre 2009 resta una diminuzione della spesa dell’ 11% circa. «Per il gas pesa l’ aumento dei prezzi petroliferi, pur se in termini attenuati e diluiti dai metodi da noi adottati per l’ aggiornamento trimestrale delle bollette; in effetti abbiamo dovuto assistere a un nuovo balzo del barile, superiore all’ 80% in dollari dal dicembre 2008 al dicembre 2009 – sottolinea il presidente dell’ Autorità, Alessandro Ortis -.Per l’ energia elettrica, invece, stiamo raccogliendo i vantaggi della maggior concorrenza ». E come salvaguardia aggiuntiva c’ è lo sconto per le famiglie più povere. «Ricordo le possibili riduzioni di oltre il 15% – ricorda Ortis – per le famiglie più bisognose». La nuova riduzione della corrente – commenta Claudio Scajola, ministro dello Sviluppo economico – «conferma che il mercato vive una stagione di buona concorrenzialità nell’ offerta ed è in linea con i fondamentali in ribasso. E questo grazie anche alla riforma del mercato avviata con il decreto che ho firmato il 29 aprile». Brontola invece il deputato del Pd Andrea Lulli («l’ esultanza di Scajola non potrà essere condivisa purtroppo dalle famiglie italiane») e brontolano le associazioni dei consumatori, come il Codacons (gli aumenti «rappresentano solo la prima stangata del 2010, cui seguiranno tutto l’ anno altri rincari tariffari ») che chiede al governo di bloccare le tariffe, e come la Federconsumatori e l’ Adusbef («purtroppo dalle nostre elaborazioni si profila un ulteriore possibile aumento per aprile del 3,2-3,3 per cento pari a ancora un + 33 euro a famiglia»).
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