29 Dicembre 2009

L’ Inpdap richiede i soldi a una pensionata, ma la Corte dei conti dice no

NEL 1999 le era stato concesso il trattamento provvisorio dall’ Inpdap, ma dieci dopo – per effetto del decreto definitivo di pensione del 23 ottobre 2008 emanato nei suoi confronti dal ministero della Giustizia – l’ ente aveva calcolato un presunto indebito pensionistico di ben 28mila euro per somme percepite e non dovute, cosìcché l’ Inpdap aveva operato una ritenuta cautelativa dei ratei mensili, a partire dall’ aprile 2009, quantificata in circa 260 euro.
La donna, però, non è rimasta con le mani in mano e si è rivolta alla sede fiorentina del Codacons .
Così in quello stesso aprile l’ avvocato Paolo Grandinetti – legale dell’ associazione – presentò ricorso alla Corte dei conti sottolineando in particolare, sostenne il legale, «come la pensione definitiva fosse stata liquidata a distanza di dieci anni dalla concessione del trattamento provissorio, circostanza addebitabile esclusione alla condotta omissiva dell’ amministrazione, e come pertanto l’ indebito pari quasi a 28mila euro non potesse gravare sull’ ignara pensionata, ma sull’ amministrazione che aveva violato in modo particolarmente grave i termini procedimentali imposti».
Una tesi accolta dal giudice contabile Briguori, che ha condannato l’ Inpdap dichiarando irripetibile il presunto indebito pensionistico.

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