La polemica di Enzo Menniti, Confesercenti: “Colleghi presi dall’ angoscia degli armadi pieni”
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fonte:
- Corriere del Mezzogiorno
CASERTA – I saldi al tempo degli sms.
Perché, oggi, anche gli sconti di fine stagione passano attraverso i nuovi sistemi di comunicazione.
Sta succedendo in questi giorni a Ca-serta, dove i saldi – che partiranno ufficialmente il 2 gennaio come sta-bilisce da qualche anno la norma- di fatto sono già cominciati, e i clien-ti vengono informati dell’ opportuni-tà di comprare a prezzi ridotti pri-ma della data stabilita proprio attra-verso messaggi sul telefonino o chiamate telefoniche.
"Quella di an-ticipare di qualche giorno la data dei saldi per i clienti affezionati è un’ abitudine che ha preso piede da alcuni anni.
Si tratta, in effetti, di un modo per fidelizzare il compratore o anche per usare un’ attenzione par-ticolare alla clientela stori-ca " spiega Enzo Menniti, re-sponsabile provinciale Confe-sercenti.
Ma, sms a parte, i saldi sem-brano essere diventati ormai da qualche tempo più un problema che un’ opportunità.
Tra gli opera-tori commerciali i pareri sono pra-ticamente unanimi: i saldi così an-ticipati, ben lungi dal contenere la crisi del settore, la esaspera e la peg-giora.
"Siamo ancora nel periodo na-talizio, nel pieno della stagione in-vernale, allora perché svendere capi che potremmo ancora vendere bene per altre settimane?", si chiede Men-niti.
"Ben pochi colleghi, però, rie-scono a resistere alla tentazione di anticipare in un modo o nell’ altro le svendite, presi dall’ angoscia di vede-re gli armadi ancora pericolosamen-te pieni di merce invenduta".
Eppure quest’ anno le cose sono andate meglio del solito.
"Abbiamo avuto un bell’ afflusso , la gente ha comprato di più e, ne siamo certi, anche per i saldi si registreranno risultati posi-tivi.
Sarà stato per quell’ aria di festa che ha invaso Caserta in questo Na-tale o per un approccio più fiducio-so, ma le cose sembrano volgere al meglio".
Ed ecco che dunque la pro-posta di Confesercenti è quella di posticipare l’ inizio dei saldi.
"Certa-mente sarebbe più utile spostare la stagione degli sconti a metà genna-io.
Una data che farebbe lavorare meglio noi esercenti, e che darebbe tranquillità ai clienti evitando loro la delusione di vedere il capo acqui-stato a Natale venduto con il trenta per cento di sconto solo pochi gior-ni più tardi".
L’ altra questione legata ai saldi è poi quella del pericolo truffa.
"Biso-gna aprire gli occhi e stare bene at-tenti " avverte Menniti.
"Il rischio è di incorrere in sconti fasulli, effet-tuati da esercenti senza scrupoli che comprano merce appositamente per i saldi.
Vengono così messi in vendita, capi che non sono di fine serie o scampoli di vecchie collezio-ni, ma che sono realizzati apposita-mente per i saldi e, perciò, di valore commerciale non certo adeguato ai prezzi esposti".
Allora, è il caso di es-sere cauti e scaltri.
"Consigliamo di comprare, soprattutto nel periodo dei saldi, in negozi conosciuti e che diano garanzie, guardando bene le etichette per notare se siano state ri-toccate.
È buona norma, inoltre, gi-rare per negozi qualche giorno pri-ma della partenza degli sconti, adoc-chiando i pezzi da acquistare e me-morizzandone i costi di vendita per evitare di cadere nel tranello" sono i consigli di Maurizio Gallicola, re-sponsabile provinciale di Codacons .
Che esprime una posizione ancora netta.
"In questa giungla di prezzi, di norme eluse, di confusione e di crisi, io sarei o per una legislazione più rigida e rigidamente osservata o, meglio ancora, per la liberalizza-zione completa del mercato: ogni esercente stabilisce la sua politica commerciale e sue sono responsabi-lità e successi".
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