28 Dicembre 2009

IL CODACONS PRESENTA UN ESPOSTO ALLA PROCURA DI VALLO DELLA LUCANIA PER LA TUTELA DELLA FOCE DEL MINGARDO

Puntualmente ogni anno sulla foce del fiume Mingardo, in zona qualificata Sito d’interesse comunitario, si eseguono lavori che compromettono lo stato di luoghi pregiati protetti da leggi nazionali ed europee.
I lavori determinano la costruzione di una spiaggia artificiale con sabbia dragata dal fiume e con massi frangiflutto nonché di banchine in legno per attracco di natanti a motore ad uso dei camping posti sulle rive del fiume. Modificazioni incisive di un ambiente delicato al servizio del turismo di massa.
Il Comune di Centola, col nulla-osta della Regione, autorizzava tali lavori giustificandoli come di somma urgenza.
Dall’esame degli atti relativi a tali lavori il Codacons ha accertato che il Parco del Cilento, in un Rapporto del 30 giugno redatto a seguito di sopralluogo sulla foce del Mingardo, riteneva che l’intervento avrebbe dovuto essere autorizzato dall’ente di tutela. I tecnici del Parco evidenziavano che l’area sottoposta ad intervento è da considerare non assoggettabile ad attività diportistiche.
“Ciò che più sorprende”, afferma l’avvocato Pierluigi Morena dell’Ufficio legale del Codacons, “è che malgrado il puntuale Rapporto del Parco le attività diportistiche si siano comunque svolte durante la scorsa stagione balneare né si sono registrate misure da parte dell’ente di tutela per bloccare lavori non autorizzati o attività non consentite”.
Il Codacons ha presentato un Esposto alla Procura di Vallo della Lucania per accertare se nella vicenda vi siano state omissioni.
“Abbiamo inoltre chiesto al Parco”, conclude il Professore Marchetti, Presidente dell’Associazione, “di chiarire la propria posizione e di farci accedere agli atti relativi alla questione”.

Ufficio Legale Codacons Campania
Gruppo Tutela Ambiente
Avv. Pierluigi Morena

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