27 Dicembre 2009

Natale, spesi 400 euro a famiglia

I dati delle associazioni dei consumatori sul denaro impiegato dai baresi 
Dimenticata anche la crisi: rilevato un aumento dello 0,4%

 
BARI Il Natale batte la crisi. Le famiglie baresi sono tornate a spendere per il tradizionale pranzo di Natale: nei tre giorni di festa – dalla vigilia a Santo Stefano – si è consumato, in media, lo 0,4 per cento in più rispetto all’anno scorso (dati Cia). Leggermente sotto la media nazionale (0,5 per cento), ma pur sempre un dato positivo.  In media, stando alle prime ricerche delle associazioni dei consumatori, Adoc e Codacons, un nucleo familiare composto da quattro persone ha speso tra i 120 e i 130 euro solo per la preparazione del cenone del 24. Altrettanto è stato consumato per il pranzo del giorno successivo, mentre meno esoso è risultato il banchetto di ieri (circa 100 euro). Complessivamente, quindi, nella tre giorni natalizia una famiglia barese composta da quattro persone ha speso tra i 350 e i 400 euro. Sprechi Però, non tutto quello che è stato messo a tavola è stato consumato: l’Adoc ha calcolato che ogni famiglia, a Natale, ha sprecato 50 euro di spesa alimentare. Prodotti acquistati e cucinati ma finiti diritti nell’immondizia per l’abbondanza. Esagerare a tavola spesso comporta problemi a livello intestinale, non solamente al portafogli. Non è un caso che siano in lieve aumento anche i ricoveri per intossicazione alimentare post feste: a Bari e provincia sono state soccorse 317 persone (l’anno scorso furono circa 250 al termine della tre giorni). Vince la tradizione invece carni e insaccati (-0,4 per cento) e formaggi (-0,5 per cento). Quanto si è speso Dopo i tre giorni di festività natalizie, ogni famiglia si ritrova in tasca circa 400 euro in meno. Tanto è quello che è stato speso per cenone e pranzi. Rispetto al 2008 si è consumato di più anche per colpa dei lievi aumenti dei prezzi.  Secondo Adoc e Codacons, tra i prodotti che hanno subito i rincari maggiori spiccano i panettoni con un più 5,4 per cento (si è passati dai tre ai sedici euro per un prodotto artigianale), torrone ( più 5 per cento) e pandoro (più 4,3 per cento). Un considerevole aumento si è registrato rispetto all’anno scorso anche sulla pasta (più 2,7 per cento), sui prodotti ittici (più 5,1 per cento) e persino sulla lattuga (più 2,5 per cento). Dalla tavola all’ospedale Il cenone natalizio ha lasciato in eredità a 317 baresi una bella intossicazione alimentare. Chi ha esagerato con i frutti di mare crudi o con i dolci ha dovuto ricorrere alla lavanda gastrica in ospedale. Una abbuffata che ha rovinato, in parte, il clima di festa. Oltre alla scorpacciata di cozze e vongole, ad incidere sul numero elevato di interventi è stato il virus dell’influenza stagionale, che quest’anno si è affacciato in anticipo in Puglia. La curva del contagio sta crescendo, mentre sta ormai rientrando l’emergenza causata dall’influenza A. Ad oggi, sono 24 i decessi causati in Puglia dall’H1N1, 150 i pazienti gravi ricoverati nelle rianimazioni. Il sistema però ha retto e sono state salvate decine di vite. Almeno quattro i bambini tra i zero e i 12 anni strappati alla morte, dopo essere arrivati in ospedale in condizioni ritenute disperate.

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