Coltivazioni distrutte, già partita la corsa
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fonte:
- La Nazione
«CHE BEFFA vivere di piante ornamentali riflette già qualche addetto al settore. Basta un po’ di neve che l’alberello si sforma e finisce che nessuno ce lo compra più». Finita la gelata, parte puntuale la conta dei danni. Diversi vivaisti sbuffano di preoccupazione come treni a vapore, ma a quanto pare ghiaccio e neve hanno inguaiato soprattutto i colleghi agricoltori, che subito paventano rincari. «L’orticoltura della provincia è in ginocchio dichiara il direttore Coldiretti Pistoia, Francesco Sossi alcune coltivazioni come quella dei finocchi sono state praticamente spazzate via, e numerosi problemi si segnalano per verze, insalate a pieno campo e il grano già spuntato in alcuni appezzamenti intorno a Monsummano. Specie nella zona di Pescia, la copertura di alcune serre non ha poi retto al peso della neve, finendo così per schiacciare quanto si trovava all’interno». Ancora presto per azzardare un calcolo puntuale, ma come a livello nazionale, anche in provincia si parla di ripercussioni sui prezzi di vendita di frutta e verdura. Tanto che le associazioni dei consumatori invocano l’intervento di authority sui prezzi, e Guardia di finanza. «Il freddo è una scusa si denuncia dal Codacons è speculazione pura e semplice, lo dimostra il fatto che i rincari sono partiti dopo pochissime ore dalle prime nevicate, quando ancora sui banchi si trovavano prodotti raccolti prima del maltempo». L’attacco smentirebbe le posizioni degli agricoltori, ma le associazioni di categoria tengono a puntualizzare. Convinta delle ragioni dei propri iscritti, Coldiretti ha già sollecitato la Provincia per effettuare i primi sopralluoghi per valutare i danni. «Il fatto è afferma ancora il direttore provinciale dell’associaizone che soltanto una parte minima, pari a circa il 17% del prezzo di vendita, è appannagio dell’impresa agricola. Tutto il resto viene disperso nella filiera.. Non vorrei piuttosto che qualcuno si approfittasse della situazione per ritoccare i prezzi, scaricando poi la responsabilità sui produttori». SECONDO dati del Centro sperimentale del vivaismo, fra il 19 e il 20 dicembre, il termometro ha toccato una minima di -12,9. Sabato alle 17 la temperatura è andata sotto zero per poi mantenersi intorno ai -8 -10 tutta la notte e raggiungere i -12 al mattino seguente. Quindi è risalita velocemente ed è tornata sopra zero prima di mezzogiorno del 20. «La gelata è stata lunga nota il Cespevi, Paolo Marzialetti. Per le essenze più sensibili rimaste all’aperto senza protezione non c’è stato scampo. Invece si spera che per le essenze più resistenti, la durata del gelo non sia stata critica ed i danni siano stati limitati. Ma lo vedremo solo tra qualche tempo». «Rami rotti e spezzati si contano comunque a migliaia anche fra i vivai riprende Sossi. In queste ore ne abbiamo visitati molti e abbiamo constatato che numerosi prodotti sono sostanzialmente integri ma invendibili».
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