22 Dicembre 2009

Agricoltori siciliani e gelate del 2008 Ancora in attesa dei risarcimenti

 Catania.  Il Codacons interviene a favore dei produttori agrumicoli siciliani che hanno subito una grave perdita dei raccolti a seguito delle eccezionali gelate verificatesi nel mese di febbraio 2008.  In casi come questo, afferma il Codacons in una nota, si mettono in atto le procedure per la declaratoria dello stato di calamità che si concludono con dei provvedimenti che risarciscono in parte i produttori agricoli per le perdite subite. La Regione Siciliana, con l’assessore all’Agricoltura di allora, Giovanni La Via, nel mese di marzo 2008 approvò la declaratoria dello stato di calamità, operazione propedeutica per potere accedere alle provvidenze del Fondo di solidarietà nazionale appositamente previsto da una legge del 2004. L’evento calamitoso riguardò ben 33 comuni ricadenti nei territori delle province di Catania, Siracusa ed Enna. Dopo circa 12 mesi con Decreto ministeriale del 18 febbraio 2009, il ministero delle Politiche agricole dichiarò l’esistenza del carattere di eccezionalità degli eventi calamitosi. Successivamente venne emanata una Direttiva da parte dell’assessore Giovanni La Via con la quale si ritenne prioritario l’obiettivo relativo all’utilizzo delle disponibilità finanziarie per interventi diretti a «fronteggiare la crisi del settore agrumicolo».  Dopo di ciò, continua il Codacons, tutto fu inspiegabilmente interrotto con grave danno per gli agricoltori nei confronti dei quali l’evento calamitoso non costituisce solo un danno per il raccolto dell’anno di riferimento, ma si ripercuote in parte anche nelle annate successive. Sino ad oggi infatti gli operatori agricoli delle zone interessate non hanno visto aprirsi possibilità concrete per potere accedere alle agevolazioni finanziarie di cui hanno pieno diritto.  Il Codacons chiede quindi al governo regionale di fare chiarezza sull’argomento emanamdo gli ulteriori provvedimenti di impegno di spesa per gli agricoltori copliti dalle gelate del 2008.

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