22 Dicembre 2009

Lombardia e Veneto nella morsa di neve e gelo. Scuole chiuse

 DA ROMA  Peggiora il maltempo in Italia come nel resto d’Europa. Con nevicate diffuse che sono iniziate nel pomeriggio di ieri. E che mano a mano stanno interessando tutte le regioni dell’arco alpino. Ma anche Emilia Romagna, Alta Toscana e Abruzzo. Pure alcune zone montuose di Calabria ( Sila) e Sicilia ( Etna) sono spruzzate di bianco, mentre Venezia fa pure i conti con il solito fenomeno dell’acqua alta. Quella che scende dal cielo sotto forma di pioggia, unita alla temperatura in risalita da oggi, desta allarme per la formazione di ghiaccio. La neve persisterà, queste le previsioni della protezione civile, sulle regioni nordoccidentali e sull’Emilia- Romagna, anche in pianura. Vento e precipitazioni diffuse, anche forti, so- prattutto al centronord, sul versante tirrenico. Intanto le abbondanti nevicate hanno spinto il sindaco di Milano Letizia Moratti a chiudere anticipatamente tutte le scuole, così come fatto da decine di sindaci in Lombardia e Veneto, dichiarando di fatto l’inizio anticipato delle vacanze di Natale per migliaia di studenti dagli asili alle superiori. In molti casi, i disagi nelle classi si sono manifestati sin da ieri: nelle valli bergamasche, ad esempio, tra gli edifici rimasti al freddo anche le scuole elementari di Laxolo e l’asilo di Santa Brigida. Al momento, è soprattutto il Nord Italia, con punte di – 25 gradi nel Veneto, a sentire i morsi del gelo. In Lombardia è nevicato anche nelle zone di pianura. Caduti circa 20 cm di neve. A MiIano i fiocchi hanno cominciato a imbiancare le strade nel pomeriggio, per la seconda volta in quattro giorni. Per far fronte all’emergenza, il Comune ambrosiano ha deciso di istituire un’unità di crisi nella sede del comando dei vigili urbani. E ha mobilitato 1.000 spalatori, 800 vigili e 300 mezzi spargisale. Per oggi è stata decretata la chiusura delle scuole. Così come in quasi tutte le province della Lombardia. Particolarmente critica la situazione nella Bergamasca, dove l’altra notte è persino crollato il sottotetto di un asilo. Niente scuola anche per gli studenti del Veneto. In questa regione le temperature sono particolarmente rigide: il centro Dolomiti Meteo informa che sono mediamente più basse di 9- 10 gradi rispetto alla media stagionale. Il primato spetta, come sempre, a Piana Marcesina, sull’altopiano di A- siago. Per oggi è atteso l’innalzamento della colonnina di mercurio, che però porterà precipitazioni e gelate. Nel capoluogo, Venezia, la situazione è resa più critica dalla tradizionale emergenza dell’innalzamento del mare. Sarà di 115 cm e salirà stanotte a 130, fa sapere il centro previsioni e segnalazioni maree della città lagunare. Una previsione che trae origine dal passaggio del fronte meridionale di una perturbazione che ha il suo centro nelle Isole britanniche e che porterà anche venti di scirocco sull’Adriatico ed è rafforzato dalla bora. Tra le città d’arte, temperature sotto zero anche a Firenze. Nella provincia freddo eccezionale a 20 gradi sottozero, come non succedeva dal 1985. E in tutta la Toscana è allerta fino alla mezzanotte di oggi, soprattutto per il pericolo ghiaccio, al quale si accompagnano criticità moderate per le nuove precipitazioni nevose, mareggiate e forte vento sulla costa, e rischio idraulico e idrogeologico su tutta la regione. In Liguria stato d’allerta fino a domani. Sul versante delle ricadute economiche del brutto tempo c’è chi gioisce e chi, invece, se la vede brutta. Tra i primi i gestori di agriturismi, in particolare situati in prossimità di località sciistiche, baciate in questi giorni dalla neve. Per loro le cose vanno a gonfie vele, afferma la Coldiretti sulla base dei contatti internet al sito www. campagnamica. it. Saranno, infatti, circa 120mila – con un incremento del 20% rispetto al 2008 – gli italiani che trascorreranno i giorni natalizi in agriturismi di montagna, presso città d’arte o terme. Ma la caduta della neve ha anche provocato l’isolamento di molte imprese agricole. Lo denuncia la Confederazione agricoltori ( Cia), che suona il campanello d’allarme sul pericolo di mancato approvvigionamento del bestiame, e sulle difficoltà nel trasporto di latte. Danni anche per serre e stalle. Oltre che ovviamente l’incubo delle gelate sui campi di ortaggi. Il monitoraggio è costante per valutare la richiesta di stato di calamità. Occhi attenti anche ai prezzi.  Gli aumenti tra il 5 e il 10 % che si sono verificati sui banchi dei mercati delle principali città, con la scusa del maltempo, sono ingiustificati, denuncia il Codacons. Per l’associazione dei consumatori si tratta solo di speculazione, perché i prodotti colpiti dal gelo a partire da venerdì non sono quelli che ora approdano alla vendita.

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