L’Italia che va più piano
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fonte:
- Il Mattino
Roma. L’Italia che va più piano, quella dei piccoli e medi comuni scavalcati dalle frecce rosse o variamente colorate dell’Alta velocità a favore delle grandi città che si sono invece avvicinate, non accetta la stangata dei prezzi. Più che rosse, o argento, le frecce sono tutte d’oro. Ed i servizi per l’Italia che non le usa non migliorano, anzi. Con queste motivazioni il Codacons ha già annunciato che ricorrerà al tribunale amministrativo contro l’aumento dei biglietti. E un’altra associazione consumatori, l’Adusbef, preannuncia analogo ricorso al Tar. L’Alta velocità, che avvicina le metropoli ma allontana tutto quello che c’è in mezzo, si sotiene viene pagata da tutta una platea di utenti che, magari, ha anche altre mete oltre Roma o Milano ed ha molte più difficoltà ed oneri a spostarsi. Elio Lanutti, presidente Adusbef e senatore dell’Italia dei Valori, li ha definiti «aumenti di classe». E, mentre le nuove tariffe entrano in vigore, inizia la contestazione per via giudiziaria delle tariffe. Obiettivo, dice il Codacons, o l’annullamento delle tariffe o la destinazione degli aumenti al miglioramento della rete-cenerentola, quella a media e bassa velocità che serve ben più che metà del Paese. Il nuovo orario ferroviario ha ridisegnato, da ieri, una serie di collegamenti che aprono corridoi a scorrimento velocissimo. Treni ad alta velocità collegano Torino a Salerno, passando per Roma e Bologna. E le ferrovie mettono sul piatto un taglio dei tempi di percorrenza e corse più frequenti: Roma-Milano in meno di tre ore, 37 minuti tra Firenze e Bologna. L’Italia è, però, un tantino più vasta e – soprattutto – caratterizzata da una rete fittissima di centri abitati che necessitano di un servizio diverso. Carlo Rienzi, presidente del Codacons, ammonisce: «Continua l’alta velocità del costo dei biglietti mentre la qualità dei treni pendolari resta ferma in stazione. Chiederemo che i proventi degli aumenti, se non annullati, siano destinati alle linee dell’ hinterland milanese, alla Roma-Viterbo e Civitavecchia e per andare da Catania a Palermo almeno in otto ore nette». I consumatori lamentano rincari anche del 10-15%. Tra gli altri aumenti, da ieri un biglietto di seconda classe Milano-Roma passa da 75,10 euro a 89 euro. Un Napoli-Torino in seconda 137 (da 107,40), in prima classe 168 (da 149,20). Un viaggio Lecce-Milano in prima aumenta a 122 (da 110,20); in seconda costerà 88 euro (da 79,80). Roma-Venezia in seconda 73 euro (invece di 61,80); in prima 94 (invece di 89,30). Tra Roma e Milano le corse giornaliere diventano 72. Di queste, 28 della durata di 2 ore e 59 minuti. I collegamenti diretti tra Milano e Napoli diventano 36 al giorno. E scenderà ad un’ora e 10 il viaggio tra Napoli e Roma. Per il resto Trenitalia assicura che «grazie a un sistema di collegamenti Eurostar City, Intercity e Regionali sempre più integrati con la rete Av e con i suoi hub, saranno estesi anche alle aree non direttamente toccate dal sistema veloce».
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