8 Dicembre 2009

L’ARIA di casa può rivelarsi ben più inquinata di quella esterna

MILANO L’ARIA di casa può rivelarsi ben più inquinata di quella esterna, e i livelli di polveri sottili registrati fra le quattro mura possono superare anche di 40 volte la soglia massima consentita all’aperto. I veleni principali? Fornelli accesi, fumo di sigaretta e fuoco dal camino. A mettere in guardia contro lo smog casalingo sono gli esperti dell’Aipo (Associazione italiana pneumologi ospedalieri), riuniti a Milano per il loro 40esimo congresso nazionale.  Gli specialisti intervengono su un tema caldo, soprattutto dopo gli avvisi di garanzia notificati dopo un esposto del Codacons al presidente della Regione Lombardia Roberto Formigoni, al sindaco di Milano Letizia Moratti e al presidente della Provincia, Guido Podestà. E a rischiare di più respirando i fumi’ domestici sono i pazienti con Bpco (broncopneumopatia cronica ostruttiva): 2,6 milioni solo in Italia, dove però un malato su due non sa di esserlo, avverte l’Aipo. Ad avvelenare l’aria di casa, sono «attività come cucinare, fumare, accendere il camino». Per riparare, «arieggiare bene le stanze è d’obbligo», specie per chi soffre di Bpco, la quinta causa di morte nel mondo, che nel nostro Paese uccide 18 mila persone all’anno. Un killer sottovalutato, tanto che «la patologia non viene diagnosticata nel 50-75% dei casi», stima Antonio Corrado, presidente Aipo. «Sensazione di fiato corto e difficoltà crescente a compiere sforzi anche minimi sono i campanelli d’allarme a cui fare attenzione», precisa. Ma oggi troppi pazienti non consultano il medico dopo i primi sintomi e la diagnosi arriva quando il danno polmonare è già esteso. Secondo l’Organizzazione mondiale della sanità (Oms), la Bpco colpisce già 80 milioni di abitanti del pianeta; uccide una persona ogni 15 secondi, diventerà la terza causa di morte nel 2030 e solo in Europa costa ogni anno 10 miliardi di euro. «Fumare è una malattia dice Leonardo Fabbri, docente di medicina respiratoria all’università di Modena e Reggio Emilia una tossicodipendenza di cui la medicina e la società devono occuparsi. L’Oms, infatti, classifica il tabagismo tra le patologie da dipendenza farmacologica, nella stessa lista in cui si trovano anche l’abuso di alcol e l’assunzione di eroina».

Previous Next
Close
Test Caption
Test Description goes like this