5 Dicembre 2009

La marcia dei clienti truffati Dalla filiale di via Gattalupa a piazza Del Monte per chiedere giustizia

CASO UNICREDIT LA MANIFESTAZIONE Con striscioni e fischietti sotto la pioggia la delegazione ricevuta dal vice prefetto

 Nemmeno la pioggia li ha scoraggiati. Ieri mattina, come annunciato, i «truffati» della filiale Unicredit di via Gattalupa sono scesi in strada per farsi sentire. Gli striscioni, i fischietti e gli slogan urlati a squarciagola li hanno portati fino a piazza Del Monte. «Siamo noi i truffati di Unicredit». Non hanno paura a dirlo i clienti della filiale di via Gattalupa che si sono trovati con i conti correnti vuotati. Lo scrivono sugli striscioni, lo gridano dal megafono, lo ripetono in coro. Incassando da passanti e automobilisti in transito parole e colpi di clacson di autentica solidarietà e incoraggiamento. La loro non è la manifestazione di lavoratori che hanno perso il lavoro, di quelle che negli ultimi mesi ci siamo abituati a vedere. E nemmeno la disavventura figlia della crisi economica che ha colpito tutto il mondo. E’ il dramma di famiglie vittime di un raggiro. E la crisi, se in tutta questa vicenda ha un ruolo, è quello semmai di aggravare le difficoltà di chi, oltre ad essere rimasto senza soldi, è costretto a fare i conti con licenziamenti, cassa integrazione e carovita. Contro i manifestanti, ieri mattina, ci si è messa anche la pioggia. E una temperatura in picchiata che forse nessuno aveva previsto. Ma nemmeno il freddo e l’acqua incessante sono stati sufficienti a scoraggiarli. Così, dopo l’assedio a colpi di picchetto davanti alla filiale «incriminata», sono montati su un autobus di linea e hanno raggiunto il centro cittadino. L’obiettivo erano le finestre di palazzo Del Monte, per richiamare con fischietti e duri slogan di accusa l’attenzione dei dirigenti della sede centrale della banca. «Dalla sera alla mattina ci siamo trovati con i conti vuoti, le gestioni patrimoniali sparite e i conti titoli che valevano meno della metà di quanto ci era stato rendicontato dalla direttrice di filiale su carta intestata, con la firma e il timbro della banca» si legge sui volantini gialli distribuiti in piazza Del Monte. «Questo operare illecito sui nostri conti e investimenti durava da almeno dieci anni senza che prima la Cassa di risparmio di Reggio Emilia, poi la Bipop Carire Spa, Capitalia Spa e ora Unicredit Banca Spa si fossero mai accorte di nulla – prosegue il documento – La banca non ci restituisce nemmeno i soldi indebitamente prelevati dai nostri conti se non accettiamo i pochi spiccioli che ci vuole riconoscere a titolo di risarcimento danni».  Una delegazione di manifestanti, assieme a Fabio Galli del Codacons, è stata infine ricevuta dal vice prefetto. «Gli abbiamo chiesto di farsi portavoce della nostra istanza – spiega Galli – chiediamo alla banca di mostrarci i documenti relativi ai conti su cui sono state fatte queste operazioni. Il tutto sempre nel contraddittorio, affinchè ci sia trasparenza. Il vice prefetto ha ritenuto le nostre richieste ragionevoli».

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