3 Dicembre 2009

Aperture festive, meno shopping nel 2010

 I giorni di deroga saranno 26 contro i 29 dell’anno precedente. Il sindaco: «Sbagliato»

Ventisei giorni festivi con i negozi e i supermercati aperti. Tre in meno rispetto all’anno precedente. È il risultato, non privo di code polemiche, raggiunto ieri dal tavolo del commercio del Comune di Como che a maggioranza ha votato il calendario delle aperture festive del 2010. Calendario proposto dall’associazione commercianti e condiviso dal sindacato.  Non però dal Comune né dai consumatori, rappresentati nella riunione da Mauro Antonelli, responsabile provinciale del Codacons. «La crisi economica e la necessità di far ripartire l’economia – ha detto ieri il sindaco del capoluogo, Stefano Bruni – sono dati reali che vanno aggiunti a un mio approccio liberista sull’argomento. Tre elementi che mi hanno fatto esprimere con chiarezza e concedere tutte e 10 le domeniche facoltative». Il sindaco, in sostanza, ha scelto, nei limiti della propria competenza, il massimo di aperture festive possibili. Ma ha anche sottolineato di essere stato costretto, da una posizione giudicata «rigida» di commercianti e sindacato, a svolgere un ruolo di "arbitro"» e a sancire quindi «l’accordo per 6 domeniche in deroga». Lo stesso Bruni ha escluso invece deroghe il 25 Aprile (Festa della Liberazione) e il 15 agosto (Ferragosto) che non ricadono nel 2010 di sabato. Anche in questo caso è stata accolta una precisa richiesta di Upcts e Cgil. Esclusa pure l’apertura del primo maggio, malgrado la Festa dei Lavoratori cada, nel 2010, di sabato. Al tavolo del commercio, come detto, hanno partecipato i dirigenti di Upcts e Cgil, con quest’ultima organizzazione delegata a rappresentare il parere della Cisl. Commercianti e sindacato hanno ribadito con molta forza una tesi diametralmente opposta a quella del sindaco, vale a dire la necessità di contenere il più possibile il numero di domeniche di apertura. Due le motivazioni principali: la tutela dei dipendenti delle grandi superfici di vendita, sottoposti, a detta della Cgil, a pesanti turnover; e la salvaguardia dei piccoli negozi, assolutamente non in grado di reggere la concorrenza dei grandi centri commerciali. Il risultato di una trattativa comunque faticosa, alla fine, è stato minimale. Rispetto alle prescrizioni della legge regionale, il calendario delle aperture comasco sarà ampliato pochissimo. E la coincidenza tra alcune feste e le domeniche (Pasqua, ad esempio) ridurrà ulteriormente le aperture festive rispetto all’anno precedente, passando come detto da 29 a 26 (su 60). Nella foto: Supermercati e centri commerciali con meno aperture festive nel 2010 (foto Mv) Home Dispositivi satellitari sui mezzi spalaneve Como vuole la mappa delle strade pulite Assalti a ville e casseforti delle stazioni: arrestati I banditi preparavano un doppio colpo per un malloppo da sogno: 300mila euro Magro bottino: assalto per 100 euro Assessore di Alserio a processo il 21 gennaio Cade da un albero a Villa Melzi: è molto grave La preside di Giurisprudenza difende Conetti Non ce l’ha fatta il pensionato travolto martedì da un furgone Mamma e figlio morti dopo il parto Stop alla richiesta d’archiviazione L’acqua frizzante arriva dal rubinetto

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