Prelievi bloccati perché il conto è in rosso
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fonte:
- Il Mattino
Prelievi bloccati perché il conto è in rosso. È stata questa l’agghiacciante sorpresa per migliaia di utenti del Bancoposta tra martedì e ieri. Impossibile prelevare ai Postamat, o fare un acquisto con la carta. Mancavano migliaia di euro. Anzi, in molti casi era sparito tutto dai conti. Colpa di un’anomalia contabile. In pratica, il sistema informatico delle Poste era impazzito, non riconosceva più le virgole dei decimali delle transazioni. Per ogni operazione veniva registrato un addebito superiore a quello effettivo. Così, ad esempio, una spesa da 70,00 euro risultava di 7.000. «Il disguido è dipeso dall’aggiornamento della piattaforma tecnologica», hanno spiegato in serata i responsabili dell’azienda guidata da Massimo Sarmi, assicurando che al massimo per stamane tutto sarebbe stato rimesso a posto. Una giornata da infarto per tantissimi correntisti in tutta Italia. Molti che si sono visti negare l’erogazione del denaro, anche presso i Bancomat di altre banche, hanno scoperto poi dal saldo effettuato agli sportelli automatici di non avere più nulla. I primi a segnalare il disguido sono stati i responsabili dell’Adoc. Tra ieri e martedì il centralino dell’associazione dei consumatori è stato bombardato da quasi 800 telefonate, a cui si sono aggiunte centinaia di mail. «Sono stati soprattutto giovani e pensionati a lamentarsi e a chiedere aiuto. Sono loro, infatti, i principali clienti del Bancoposta. Non hanno grandi disponibilità economiche e quindi in molti casi, a causa di quest’errore, si sono ritrovati all’improvviso con debiti di migliaia di euro», spiega il presidente dell’Adoc, Carlo Pileri. Le Poste non prevedono, infatti, la possibilità di scoperto, come avviene per le banche. Quindi, se il conto va in rosso viene bloccato. Il problema è stato causato dal «software che gestisce le operazioni con la carta Postamat», hanno spiegato le Poste. E si sono scusate con i clienti garantendo che sui conti non sarà calcolato alcun addebito. L’Adoc era già scesa sul piede di guerra, preannunciando azioni legali se il problema non si fosse risolto entro 24 ore. Federconsumatori e Adusbef si erano spinte anche oltre chiedendo di «risarcire il danno». Mentre per il Codacons ora bisogna «individuare e punire i colpevoli». Non è il primo caso di malfunzionamento del Bancoposta. Il 10 ottobre scorso l’oscuramento della home page del sito lo rese irraggiungibile da parte degli utenti. Ed è proprio di ieri la notizia che vi sono tre hacker indagati per l’attacco, tra questi anche un ragazzo di 17 anni. Le loro abitazioni sono state perquisite. Per Sarmi si tratta di «risultati investigativi che confermano l’efficacia del nuovo modello di collaborazione tra gli esperti di Cyber Security delle Poste e la Polizia Postale». L’ad ritiene che quest’incursione «ha in ogni caso dimostrato l’impenetrabilità dei sistemi di sicurezza informatica di Poste Italiane, che hanno impedito ai pirati di impossessarsi di informazioni riservate sulla clientela». E aggiunge che si stanno investendo «importanti risorse nella difesa contro il crimine informatico». Ma la Cgil è critica. «Il sistema informatico di Poste è sicuro?», si chiede il sindacato in una nota polemica che commenta l’errore sui conti. «Siamo molto preoccupati per tutto quello che viene chiesto a Poste, dalla Banca del Sud all’ingresso in Telecom Italia, e non vorremmo che venissero ignorate le questioni vere che incidono sull’efficienza e sulla reputazione».
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