Emergenza nomadi: tutti contro il Cie
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fonte:
- Corriere di Viterbo
Emergenza nomadi, una valanga di dichiarazioni. "Come ulteriore conferma della fondatezza delle preoccupazioni di questi giorni a Tarquinia, c’è anche una lettera del ministero della Difesa indirizzata al commissario per l’emergenza nomadi del Lazio, Giuseppe Pecoraro". E’ quanto dichiara l’assessore regionale Giuseppe Parroncini, che ha scritto allo stesso Pecoraro e al ministro dell’Interno Roberto Maroni per chiedere un incontro urgente e discutere della vicenda. "La lettera – dice Parroncini – è giunta alla Regione Lazio solo per un mero errore. Ma il suo contenuto dimostra inequivocabilmente come siano state assunte decisioni senza il minimo coinvolgimento del territorio". "L’ultimo sopralluogo all’ex polveriera di Tarquinia – continua Parroncini – si è svolto lo scorso 14 ottobre. Dopo l’allarme del sindaco Mazzola subito sono arrivate smentite e rassicurazioni, seguite a quelle dei mesi scorsi, sul fatto che il sito non era oggetto di decisioni già prese. La lettera, giunta solo pochi giorni fa ma datata 22 ottobre, dimostra però il contrario. Quando si portano avanti operazioni che riguardano direttamente la popolazione, queste vanno concertate. Invece abbiamo purtroppo assistito al tentativo di nasconderle". L’assessore Parroncini ha quindi subito girato la lettera al destinatario e al ministro Maroni, insieme ad un’altra a sua firma in cui si chiede a entrambi un incontro urgente. "Ai parlamentari del Viterbese – conclude – l’invito a fare fronte comune e a chiedere anche loro un incontro, al quale potremmo andare insieme, allo scopo di recuperare una situazione che appare già compromessa". Tocca poi al Codacons affrontare il problema con un esposto alla Procura della Repubblica di Civitavecchia sul caso del centro di identificazione ed espulsione per immigrati irregolari che, in base alle indiscrezioni stampa, potrebbe essere realizzato a Tarquinia. ‘La notizia ha messo in allarme i residenti – spiega l’associazione – e appare davvero singolare il fatto che, nonostante la doverosa partecipazione dei cittadini di Tarquinia – prevista dalla legge – gli stessi abbiano appreso solo da fonti giornalistiche la possibile realizzazione di un Cie nel proprio territorio. Tale circostanza risulta ancor più grave se si pensa che è tutt’oggi pendente un ricorso giurisdizionale al Tar del Lazio, finalizzato a far chiarezza sulla vicenda, e nel quale nessuna benché minima d esaustiva risposta è pervenuta’. Anche un intervento del senatore Laura Allegrini definisce Tarquinia in’sede non appropriata per un Cie che rischierebbe di compromettere l’equilibrio, già precario dell’economia di una città che ha tutt’altra vocazione. Quindi mi rivolgerò proprio all’Unesco affinché valutino quanto sta accadendo. Il ministero dell’Interno e il sindaco dovrebbero viceversa valutare la destinazione turistica dell’area in questione. Per capire meglio cosa sta accadendo ho rivolto una interrogazione al ministro Maroni e mi metterò in contatto con lui affinché venga personalmente a vedere se questo è, oggettivamente, un sito idoneo ad un Cie’. E per chiudere le parole di Riccardo Fortuna che attacca ironicamente il sindaco Mazzola lasciando intravedere il suo lato padano e sottolineando come anche su altre tematiche aveva minacciato di innalzare barricate per poi accettare dei compromessi. "Maroni – conclude ironicamente Fortuna – è convinto che se vi incontrate davanti ad un piatto di polenta e un fiasco di lambrusco un accordo si potrebbe trovare’
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