Misteriosi sopralluoghi all’ex polveriera di Tarquinia
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fonte:
- Il Messaggero
A pensar male si fa peccato, ma spesso ci si azzecca. E così un disguido postale, una missiva finita per errore alla Regione Lazio (il ministero della Difesa l’aveva indirizzata al commissario per l’emergenza nomadi del Lazio, Giuseppe Pecoraro) ha finalmente svelato la ragione dei tanti misteriosi sopralluoghi all’ ex polveriera di Tarquinia, confermando la volontà di trasformarla (almeno inizialmente) in campo nomadi o, stando alle ultime indiscrezioni, in Ciet (centro identificazione ed espulsione di immigrati irregolari). La missiva, recapitata per errore alla Regione Lazio, è finita nelle mani dell’assessore Giuseppe Parroncini, che chiaramente ha subito scritto allo stesso Pecoraro e al ministro dell’Interno Roberto Maroni, chiedendo un incontro urgente. Intanto, tra i fuochi incrociati di questa gran confusione, arriva pure un esposto alla Procura della Repubblica da parte del Codacons, che paventa l’ipotesi di reato per omissione di atti dovuti, da parte di non meglio identificati (Comune? Provincia? Regione?) enti locali coinvolti in questa storiaccia. Di certo, la lettera scoperta da Parroncini «prova – a detto dello stesso assessore – che sono state prese decisioni senza coinvolgere il territorio». Il ministero della Difesa si rivolge in effetti all’ottavo reparto infrastrutture e per conoscenza al commissario Pecoraro, alla Prefettura e all’Agenzia del Demanio, spiegando "che è stata determinata la sdemanializzazione e la definitiva dismissione del deposito di munizioni e, attesa l’urgenza rappresentata dal commissario per l’emergenza nomadi, autorizza la consegna anticipata del sito". Chiaro, no? Il fatto poi che l’ultimo sopralluogo all’ex polveriera di Tarquinia ci sia stato il 14 ottobre e che la lettera porti la data 22 ottobre, dimostrerebbe, sempre secondo l’assessore regionale, «il tentativo di nascondere la decisione». E mentre Parroncini invita i parlamentari del Viterbese a fare fronte comune, in un gioco di fuochi incrociati il codacons invia un esposto alla Procura della Repubblica di Civitavecchia sul caso, paventando l’ipotesi di reato per omissione di atti dovuti. «Appare singolare – dice l’avvocato e presidente Carlo Rienzi – che nonostante certe decisioni debbano coinvolgere i cittadini per legge, gli stessi abbiano notizie solo da fonti giornalistiche. Ancor più grave è che il ricorso giurisdizionale al Tar del Lazio, presentato per far chiarezza sulla vicenda, non abbia ancora avuto risposta». Stando all’esposto presentato dal Codacons "sembrerebbe – è scritto – che i poteri esistenti in capo agli enti locali, il cui esercizio o il cui mancato esercizio interferiscono su un bene degli abitanti del Comune di Tarquinia, non siano stati tempestivamente e correttamente esercitati". Già, ma quali sono questi enti locali? Forse il Codacons farebbe bene a spiegarlo.
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