19 Novembre 2009

“Benzina, listini settimanali contro i rincari”

 
DA ROMA P rezzi della benzina aggiornati una volta alla settimana per favorire una scelta più consapevole da parte dei consumatori. A proporlo, mentre i prezzi dei carburanti alla pompa tornano a salire, è il sottosegretario allo Sviluppo economico Stefano Saglia, che boccia anche il ventilato aumento della Robin tax nella Finanziaria 2010. «Il ministro Scajola è molto perplesso sul fatto che i prezzi siano aggiornati quotidianamente ha detto Saglia . Potremmo ragionare su prezzi settimanali, in modo che i consumatori possano avere una maggiore contezza di quello che succede». Nel mirino ci sono le repentine oscillazioni del prezzo dei carburanti, un fenomeno che «stiamo tenendo monitorato quotidianamente», dice Saglia. Le compagnie sono spesso accusate di variare i prezzi con velocità diversa a seconda se i prezzi stiano salendo o scendendo, tanto che nella discussione sulla Finanziaria è spuntata l’idea di tassare chi non riduce i listini in presenza di cali dei prezzi internazionali. Oscillazioni settimanali potrebbero, secondo alcuni, ridurre i margini speculativi. La proposta di Saglia non piace all’Unione petrolifera: «L’aggiornamento settimanale ha detto il presidente Up Pasquale De Vita presenta molte difficoltà. Una azienda italiana, la Erg, lo ha già fatto ma poi l’ha abbandonato: dopo un po’ ci sono difficoltà nell’aggiornare i prezzi».  Contrari sono anche i consumatori del Codacons: quel meccanismo, afferma l’associazione, «produrrebbe un danno per i consumatori e un vantaggio per le compagnie». Quel che occorre è invece «tornare ai prezzi amministrati, con lo Stato che fissa il prezzo massimo dei carburanti». Saglia comunque non punta a conflitti con l’Up e frena sulle nuove tassazioni ipotizzate dal Tesoro. «Preferisco il confronto ad un aumento della Robin tax, che da un lato non produce grandi risultati nel gettito e, dall’altro, rappresenta una tassa in più» e «c’è sempre il pericolo che possa essere trasferita sul consumatore finale». Il sottosegretario ha chiesto intanto ai petrolieri «di venire in audizione al Consiglio nazionale dei consumatori per un confronto diretto», perché in materia di carburanti, «ci vuole maggiore trasparenza». Su questo è arrivata la disponibilità dell’Up che annuncia una «operazione chiarezza», con un primo incontro il 17 dicembre. Intanto dopo qualche giorno di tregua riprende la corsa dei prezzi ai distributori. L’Agip, dopo due ribassi consecutivi, ha infatti deciso un rincaro di 1,2 centesimi per la benzina e di 1,5 per il gasolio. Secondo il monitoraggio di Quotidianoenergia.it, la compagnia controllata dallo Stato ha portato la verde a 1,319 euro al litro e il diesel 1,158 euro/litro. Sulla benzina mantiene il prezzo più alto resta della Shell, a quota 1,322 euro al litro, compagnia che ha invece ribassato il gasolio: – 0,5 centesimi a 1,157 euro.

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