La liberalizzazione dell’acqua peserà sulle tasche dei cittadini
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fonte:
- Il Secolo XIX
Roma. La liberalizzazione dell’acqua peserà sulle tasche dei cittadini con aumenti che – secondo le associazioni dei consumatori – saranno a due cifre, compresi tra il 30% e il 40%. «Si profila una vera e propria stangata», dice il Codacons, «se consideriamo in 3 anni il tempo necessario perché il nuovo sistema vada a regime, alla fine di questo processo il rischio concreto è quello di un aumento medio del 30% delle tariffe dell’acqua». Così, aggiunge, «se nel 2009 una famiglia media italiana spenderà 268 euro, considerando un consumo medio annuo di 200 metri cubi d’acqua, tra 3 anni quella stessa famiglia spenderà in media 348 euro all’anno, con un incremento di 80 euro, pari al +30%». Dure anche le reazioni di Cittadinanzattiva. «Il governo si è bevuto la fiducia dei cittadini. Blindando l’acqua nel decreto Ronchi, infatti, l’esecutivo ha dimostrato di essere preoccupato più di assecondare gli interessi dei gruppi industriali privati che di regolamentare un settore vitale per la società con la costituzione di una Autorità. La decisione odierna non può che indurci a sostenere la raccolta firme per un referendum abrogativo» ha detto il segretario generale Teresa Petrangolini. «Ad avvenuta approvazione del decreto – ha aggiunto – il governo dovrà preoccuparsi di giustificare all’opinione pubblica l’inevitabile aumento delle tariffe. La scusa dei bassi costi in Italia rispetto al resto dell’Europa non regge a fronte dei diversi volumi di investimenti, delle deroghe ai livelli di potabilità, e alla qualità complessiva del servizio».
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