Morte al pronto soccorso, il mistero del codice giallo: scatta la prima denuncia
-
fonte:
- Il Messaggero
ROMA – Si è spenta aspettando un turno, che al pronto soccorso del Policlinico Umberto primo non è mai arrivato. E adesso il caso di Antonietta Marasco potrebbe diventare oggetto di un fascicolo della procura di Roma. Perché se la famiglia di Antonietta ha scelto di non presentare una denuncia, l’orribile morte della donna, paziente oncologica con codice giallo deceduta dopo quattro ore di attesa in barella, ha già fatto scendere in campo le associazioni di consumatori. E le scuse del direttore generale del Policlinico, Ubaldo Montaguti, girate alla famiglia in conferenza stampa, fanno infuriare Carlo Rienzi, presidente del Codacons. «E’ scandaloso – commenta Rienzi – presenteremo noi una denuncia in procura. Il direttore generale del Policlinico, davanti a un caso del genere, dovrebbe dimettersi e aprire un procedimento per tutte le persone che quel giorno erano turno al pronto soccorso». Il fascicolo per omicidio colposo per la morte di Antonietta Moresco sarà aperto già nei prossimi giorni. Montaguti dopo avere chiesto scusa ai familiari ha avviato anche un’indagine interna per individuare eventuali responsabilità. Secondo il direttore generale in pochi giorni la relazione sarà pronta. Ma il direttore sanitario dell’ospedale, Maurizio Dal Maso, ha già spiegato cosa è accaduto quel giorno: «purtroppo il 9 novembre c’erano 21 codici gialli, poi se ne sono accorti altri cinque». Ma la cronaca raccontata da Stella Moresco, la sorella di Antonietta, è già chiara. Il calvario di Antonietta si consuma in quattro ore, lunedì 9 novembre. Stella l’ha accompagnata in ospedale per una seduta di radioterapia. Antonietta, 56 anni, è una paziente oncologica, ha metastasi ai polmoni. E’ la dottoressa del reparto a inviare la paziente in pronto soccorso per il ricovero immediato. Stella le ha riferito che Antonietta respira con difficoltà e si sente soffocare. Ma alla paziente viene assegnato un codice giallo. Mezzogiorno. La donna rimane distesa su una barella, si sente soffocare, preferirebbe stare seduta. Ma il personale medico le consiglia di non lasciare la barella: «Se scende però perde la priorità per la visita». Le condizioni della donna peggiorano, ma nessuno se ne accorge. Se non la sorella, che cerca aiuto. Nei corridoi non trova nessuno. Tre ore dopo la situazione è sempre la stessa, ma le condizioni di Antonietta sono peggiorate ancora. E’ a quel punto che Stella si rivolge all’accettazione, chiede che qualcuno controlli sua sorella, l’uomo che è di turno le risponde in modo sgradevole: «Signò che dovemo fà?». Poi si convince a dare un’occhiata a quella paziente. Quando Antonietta viene intubata sono le 16. La situazione è critica. E Antonietta muore. I pm dovranno stabilire perché ad Antonietta sia stato assegnato un codice giallo: il foglio firmato dalla dottoressa del reparto oncologico disponeva il ricovero prevedeva d’urgenza. Ma non solo. Potrebbero essere chiamati in causa i medici e gli infermieri ai quali Stella Maresco si è rivolta chiedendo invano aiuto.
-
Sezioni:
- Rassegna Stampa
-
Aree Tematiche:
- SANITA'
