11 Novembre 2009

L’Italia che non avanza: 11 giorni all’anno buttati in code e rallentamenti

 
Undici giorni a Roma, dieci a Milano, otto a Napoli: tanto costerà nel 2009 agli automobilisti la sfida al traffico caotico fatto di code e rallentamenti nelle ore di punta. Lo fa sapere il Codacons sulla base di uno studio svolto nelle tre metropoli italiane.
Il calcolo fatto dall’associazione dei consumatori fa riferimento al tempo perso viaggiando alla velocità di 30 chilometri orari incolonnati ai semafori e in fila indiana lungo la strada da casa al lavoro e viceversa: a Roma in questo modo si bruciano mediamente 260 ore. Seguono Milano con 240 ore (10 giorni esatti) e Napoli con 210 ore (8,75 giorni su base annua).
“Si tratta di giorni di vita letteralmente buttati al vento, e di ore sottratte al tempo libero, alla casa e alla famiglia” sottolinea il presidente Codacons, Carlo Rienzi “è intollerabile che in una metropoli come Roma, per collegare un quartiere situato a sud con uno situato a nord, nelle ore di punta si impieghino in automobile oltre 2 ore, lo stesso tempo che si impiegherebbe per raggiungere dalla capitale regioni come la Campania, la Toscana o l’Umbria”.
Secondo il Codacons la soluzione c’è: incentivare l’utilizzo dei mezzi pubblici, rendendo bus e tram puntuali e garantendo una loro maggiore frequenza, e usare il pugno duro con chi contribuisce a determinare il traffico parcheggiando in seconda fila, limitando la carreggiata o rallentando le altre autovetture.
“È una delle tante eredità che abbiamo ricevuto dalle passate amministrazioni” dice il presidente della commissione Mobilità del Comune di Roma, Antonello Aurigemma “in 15 anni di giunte di centrosinistra, Roma ha raggiunto livelli di paese da terzo mondo per quanto concerne, per esempio, il trasporto pubblico. In passato non vi è stata alcuna programmazione sulle politiche della mobilità, tant’è che è stato approvato un Prg che prevedeva la nascita di interi quartieri senza programmare un trasporto adeguato per i residenti. Ne sono un esempio eclatante i numerosi centri commerciali sorti negli ultimi anni dove addirittura le strutture si sono dovute attrezzare con un servizio di trasporti privato per permettere ai clienti di poterle raggiungere”.
E ora cosa si pensa di fare?
“L’assessorato e la commissione mobilità stanno programmando un Piano generale di traffico urbano, nel pieno rispetto della mobilità sostenibile” dice Aurigemma. “Solo oggi si può dire che si stanno attuando vere politiche della mobilità, degne di una capitale europea come Roma, e che daranno i loro frutti anche nel breve periodo”.
 

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