2 Novembre 2009

Quel latte ” macchiato ”

 
Una sentenza da 54 pagine. Abbastanza inedito per la giustizia snella dei giudici di pace. Ma quella decretata ad Acireale è una sentenza destinata a fare scuola. E a venire in aiuto di centinaia di consumatori. Il giudice Giuseppe Conselmo, di Acireale, ha infatti condannato la Nestlè Italiana Spa, la Tetra Pack International SA e la Tetra Pack Hispania SA al risarcimento della querelante, stabilendo oltre che del danno patrimoniale anche di quello “non patrimoniale”. La vicenda è quella del latte all’inchiostro: il Corpo forestale sequestrò partite di latte con tracce di inchiostro. Era il 2005 e ci fu un gran clamore (vedi box). «La mia assistita – racconta a Metro l’avvocato Floriana Pisani – avendo dato sempre quel latte al bambino visse periodi di forte paura. Il giudice ha riconosciuto la violazione del diritto della famiglia e per questo le due multinazionali devono pagare». Cifra abbordabile: circa 4.000 euro comprese le spese. Ma vale il principio, utilizzabile in altre cause simili: «È sancita una responsabilità contrattuale da contatto sociale, che prima di questa sentenza era prevista solo per il medico. Cioè: quando acquisto un prodotto Nestlè o di un’altra multinazionale, nasce un rapporto di fiducia con il produttore. Trovare tracce di inchiostro nel latte per infanzia, anche se non tossiche, lede quel rapporto. E l’azienda deve pagare per il danno subito dal consumatore ».
Il Codacons
I genitori di due bambine che avevano consumato il latte si rivolsero al Codacons per chiedere al giudice il risarcimento del danno.

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