Ammanco, 80 esposti contro il Comune
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fonte:
- Gazzetta di Modena
ZOCCA. Sono un’ottantina gli esposti che il Codacons depositerà alla Procura della Repubblica riguardo all’ammanco di 1,4 milioni dalle casse comunali. Gli esposti saranno sottoscritti dai cittadini ai quali il Comune ha chiesto di pagare nuovamente gli oneri d’urbanizzazione già versati al tecnico comunale indagato perchè accusato di essersi intascato il denaro. E’ stato un incontro pubblico concitato quello di giovedì sera tenutosi nella sala consiliare e voluto dal Comitato cittadino costituito dagli zocchesi che avevano già versato il denaro per gli oneri d’urbanizzazione al tecnico accusato di averli intascati e che ora si ritrovano a doverli ripagare. Co-promotori dell’incontro erano anche le minoranze consiliari. Era presente l’associazione dei consumatori Codacons che si è resa disponibile a redigere gli esposti che verranno poi sottoscritti dai singoli cittadini e depositati in Procura. Sono già un’ottantina quelli gli esposti partiranno nei prossimi giorni e chiederanno al magistrato di verificare se gli amministratori si siano resi responsabili di omesso controllo. Il numero degli esposti potrebbe poi aumentare. I cittadini vittime della situazione sono circa 300 e molti erano presenti all’incontro. Uno dei costruttori ai quali è stato chiesto di versare nuovamente gli oneri ha fatto presente che aveva costruito una serie di appartamenti, ma a seguito del fermo del Comune i compratori hanno richiesto la restituzione della caparra versata. Nel corso della discussione tanti cittadini hanno detto: «Essendo terminata l’istruttoria della vicenda, occorre muoversi». «A noi che abbiamo versato l’importo che ci era stato richiesto dall’ufficio tecnico e abbiamo iniziato regolarmente i lavori sulla base di concessioni comunali – dicono i danneggiati – il Comune ora impone di sospendere tutto e ci chiede di versare di nuovo l’importo». «Sono già arrivate le prime lettere – dice S.M. – da parte del Comune, con cui si fa chiaro invito a chi chiede il rilascio del certificato di conformità edilizia e agibilità del fabbricato, oggetto del permesso di costruire, di provvedere di nuovo al versamento dell’importo. Cosa accadrà dunque a chi ha già costruito pensando di essere in regola, avendo versato il dovuto al funzionario dell’ufficio tecnico comunale ed è in possesso di una dichiarazione con timbro del Comune e la dicitura "pagato"? L’amministrazione risponde: «ad oggi non risulta versato in tesoreria ed introitato in bilancio il contributo di costruzione; va effettuato di nuovo il versamento solamente presso la tesoreria comunale, che rilascia apposita bolletta numerata e datata, riportante i dati di chi effettua il versamento, l’importo, la causale, il beneficiario, la valuta, e tale modalità non risulta essere stata eseguita. Si ritiene di soprassedere per ora all’applicazione della sanzione ai sensi dell’articolo 20 delle legge regionale del 22 ottobre 2004 n. 23 con riserva di procedere in seguito a conclusione delle verifiche in corso». Pare che si faccia una netta distinzione tra chi ha pagato con assegni e chi ha corrisposto in contanti. All’inizio dell’incontro, Paolo Grilli, consigliere di minoranza, si è chiesto il significato della dichiarazione del sindaco «non deve pagare chi ha già provveduto in buona fede». Uno degli interessati, una volta terminata la riunione, ha detto con un certo scoramento: «Speriamo che la nostra mobilitazione non sia inutile».
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