29 Ottobre 2009

Pendolari al contrario, stessi problemi

Molti i milanesi al lavoro in treno: 22 mila solo verso il Varesotto. I disagi? Non cambiano 
 
 

 

Pendolari al contrario. Non ne parla mai nessuno: sono quelli che dalla metropoli di spostano verso le altre città lombarde per andare a lavorare. Un flusso di migliaia di persone poco esaminato, perché di minor entità rispetto a quello di chi raggiunge la metropoli. Lo ha voluto fare la Provincia di Varese perché se ogni mezzo, treni e bus, porta a Milano… non vale il contrario. E quindi, studiando i flussi, si potrà migliorare il sistema dei trasporti, preparandosi anche alla sua evoluzione per il futuro. Ebbene si scopre così che ben 22 mila milanesi ogni giorno lasciano la città e il suo hinterland per andare nel Varesotto. Addirittura il 28% dei lavoratori di Busto Arsizio arriva dal Milanese. Stessa situazione a Saronno. I loro problemi? Gli stessi dei "colleghi": treni lenti, sporchi e fuori orario anche se, magari, non superaffollati come quelli diretti nel capoluogo. A cui si aggiunge spesso anche la frequenza non altissima.  Dito puntato contro i treni dei pendolari in ritardo, sporchi e sovraffollati anche da parte dell’associazione consumatori Codacons dopo la notizia del Frecciarossa che da dicembre impiegherà meno di 3 ore da Milano per raggiungere Roma.  «Poco importa della velocità del super treno – ha dichiarato il presidente Codacons Carlo Rienzi – i convogli dei pendolari sono sempre lenti».  «I tempi di percorrenza lodevoli del Frecciarossa infatti, avvantaggeranno pochi fortunati – prosegue il Codacons – manager e dirigenti interessati alla tratta, ma non creeranno alcun beneficio a centinaia di migliaia di cittadini che ogni giorni utilizzano i treni pendolari per giungere a scuola o a lavoro, subendo continui ritardi, soppressioni, carrozze sporche e sovraffollate».
 

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