Benzina ancora su, accuse a Scajola
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fonte:
- Alto Adige
- Corriere delle Alpi
- Il Centro
- il Tirreno
- La Città di Salerno
- La Nuova Sardegna
- La Provincia Pavese
- La Tribuna di Treviso
- Trentino extra
ROMA. I carburanti salgono ancora e si accende lo scontro fra Unione Petrolifera e consumatori, con il Codacons che arriva addirittura a chiedere le dimissioni del ministro dello Sviluppo Economico, Claudio Scajola, reo di «non esser capace di far fronte allo strapotere delle compagnie petrolifere». Ieri i distributori in Italia hanno confermato il trend rialzista a cui si assiste ormai da diversi giorni. Dopo quelli messi a segno da Erg, Esso e Q8, i nuovi aumenti di benzina e gasolio arrivano da Erg (+4 millesimi sulla verde) e da Shell (+5 millesimi su entrambi i prodotti), che si conferma così il marchio più caro sul territorio nazionale. La benzina è arrivata a sfiorare gli 1,33 euro mentre il gasolio è tornato sopra gli 1,17 euro, valore mai raggiunto nel corso del 2009. «Ormai siamo all’inverosimile», tuonano Adusbef e Federconsumatori, secondo le quali «non si capisce perché non si intervenga da parte degli organismi preposti, a partire dal ministero dello Sviluppo economico». I consumatori parlano di uno stacco con l’Europa di 4-5 centesimi al litro e sottolineano come «invece di controllare e verificare la doppia velocità di adeguamento, di intervenire perché diminuisca tale differenziale e si realizzi una reale liberalizzazione, non si fa colpevolmente nulla». Secondo l’Unione Petrolifera, però, si tratta di «inverosimili affermazioni»: negli ultimi 30 giorni, le quotazioni internazionali sono salite di circa 6 centesimi al litro per la benzina e circa 5 cent per il gasolio, a fronte di un aumento dei prezzi industriali interni rispettivamente pari a 3,6 e 4,2 cent. «Non c’è alcuna doppia velocita di adeguamento dei prezzi», ha quindi ribadito l’Up.
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