26 Ottobre 2009

Sanzioni e risarcimenti due assenze da colmare

Nei nuovi collegi arbitrali targati Bankitalia ci sarà spazio anche per i consumatori.

   Un componente, designato dal Consiglio nazionale consumatori utenti (Cncu) per ciascuna delle sedi di Roma, Milano e Napoli. Avrà il compito di affiancare gli altri esperti, scelti da Palazzo Koch e dalle rappresentanze di banche e imprese, nella risoluzione delle piccole beghe tra clienti, istituti di credito e intermediari. Su incarico del presidente del collegio potrà, anche, essere chiamato a fare il relatore del ricorso. In ogni caso, rappresenterà, nel procedimento, la voce del consumatore, garantendo, per quanto possibile, il giusto contraddittorio tra tutte le parti in causa.  «Sarà difficile che ci riesca», sottolinea il presidente del Codacons, Carlo Rienzi, che punta il dito, soprattutto, sulle nomine dei rappresentanti dei consumatori effettuate su indicazione dal Cncu. All’orizzonte si profila un ricorso al Tar contro il provvedimento di Bankitalia. Il punto in discussione è il requisito dei due anni senza alcun contatto con associazioni dei consumatori e banche, richiesto dalla normativa per essere nominati nei collegi. In questo modo, prosegue Rienzi, «si designano solo professionisti e non chi è davvero dalla parte della gente». Per Giuseppe Mermati dell’Unione nazionale consumatori, l’arbitro bancario finanziario garantisce, invece, «quella terzietà che non ha l’Ombudsman bancario ». Secondo Francesco Avallone, vice presidente di Federconsumatori, i nuovi collegi stragiudiziali non colpiscono «la polpa » delle liti dei clienti con le banche, cioè, gli investimenti finanziari. I grandi crack che hanno mandato in bolletta migliaia di famiglie. «Per questi contenziosi bisognerà aspettare la Consob- afferma- : solo, allora, i consumatori saranno davvero tutelati sotto tutti i punti di vista». Un altro aspetto critico dell’arbitro bancario è l’assenza di sanzioni agli istituti di credito condannati per scorrettezze. La "pena" più alta, al momento, è la sola pubblicità negativa sui giornali. Non sono, infatti, previste sanzioni né risarcimenti danni. Bisognerà, anche, armonizzare la normativa italiana con quella dei principali paesi europei. Per arrivare a formulari omogenei ovunque e facilitare così la vita ai cittadini.

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