ALCOL E MINORENNI, UN ALLARME VERO
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fonte:
- Corriere di Bologna
Al pronto soccorso arriva gente ubriaca? Mi sembrava di aver capito che finalmente Bologna, come la Milano del sindaco Moratti, avesse iniziato una campagna anti-alcol seria, vietando la vendita di birre e alcolici dopo le 22 di sera. La stessa cosa, se non mi sbaglio, dovrebbe avvenire nei locali e nelle varie discoteche della città. Vorrei tanto capire se queste nuove regole sono come sempre soltanto belle promesse che si fermano ai soliti impegni sulla carta e mai nella sostanza. Alberto Paganelli
Gentile signor Paganelli, La prima cosa da dire è che l’ordinanza del nuovo sindaco, emessa ai primi di agosto, avrà efficacia sino a novembre: in quella si farà un bilancio della bontà del provvedimento che potrebbe non già essere prorogato ma produrre addirittura (e speriamo) un giro di vite nel regolamento comunale sulla vendita degli alcolici. Dunque, qualcosa di più stabile e duraturo nel tempo. L’ordinanza vieta la vendita degli alcolici dopo le 22, ma si riferisce al centro storico, in particolare alle zone «calde», come quella universitaria. I 363 esercizi commerciali coinvolti hanno dunque due alternative: o chiudere dopo quell’ora oppure ritirare dai banconi ogni tipo di bevanda alcolica. Fino ad oggi (ma i dati si fermano a un mese fa) le multe sono state davvero poche (sei, per l’esattezza). Probabilmente ciò significa che in molti hanno rispettato i divieti, anche se è vero che la movida universitaria nei mesi estivi è praticamente ferma. Staremo a vedere. Per quanto riguarda Milano, è noto che la Moratti non solo ha vietato la vendita di alcolici dopo una certa ora, ma impone multe salate (circa 500 euro) per chi somministra alcolici ai minori di sedici anni. Importante precisare che «somministrare» ha un ambito più vasto della semplice vendita e il provvedimento milanese aggiunge qualcosa alla legge nazionale che già esiste e impone appunto il divieto di vendita di alcol ai minorenni. Faccenda, anzi piaga, che riguarda l’Italia intera. Secondo il Codacons l’ottanta per cento delle discoteche vende bellamente alcolici dopo le 2 di notte, in barba alle regole, con l’escamotage di retrodatare l’ora nello scontrino fiscale. Se a questo aggiungiamo che per un minore di sedici anni non è così difficile varcare l’ingresso di un locale (sarebbe vietato, ma davvero viene richiesta sempre la carta d’identità?) non ci vuole molto a trovare un riscontro nei dati sconfortanti diffusi dai servizi sociali di Palazzo D’Accursio, secondo i quali il 20 per cento dei ragazzini di prima media ha già avuto il primo approccio con l’alcol. L’allarmismo, in questo caso, mi sembra opportuno. Divieto di vendita degli alcolici, rispetto delle regole e controlli serrati il sabato sera: non mi pare ci siano strade alternative per combattere non solo il fenomeno dell’alcolismo in generale ma, soprattutto, quello che riguarda i minorenni. In questo senso ogni ordinanza è buona, pur di raggiungere l’obiettivo. Qualsiasi interesse economico non vale nulla rispetto al dovere di difendere la vita dei nostri ragazzi ancora bambini.
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