25 Ottobre 2009

Mezza Italia vuole abolire l’ora legale

Da oggi lancette indietro di 60 minuti con malori e notti insonni. I più fortunati tornano in forma dopo 3 giorni
 

In Giappone è una regola mai esistita, nelle aree tropicali e in Africa poco usata Probabilmente metà degli italiani preferirebbe vivere in Giappone. Lì l’ora legale non esiste. Albeggia e tramonta senza dover mai mettere mano all’orologio. Il 50 per cento dei cittadini, infatti, avrebbe fatto volentieri a meno di spostare un’ora indietro le lancette, ieri notte. Del resto non tutti tornano all’ora solare senza conseguenze. Dormire sessanta minuti in più non è per tutti la traduzione di sogni prolungati. E in media, spiega il direttore del centro di medicina del sonno, Giacchino Mennuni, serviranno tre giorni al nostro organismo per abituarsi al cambiamento. «Si tratta di un’ora sola – dice lo specialista – quindi non si possono fare paragoni con un jet-lag di sei ore. Ma sicuramente qualche fastidio ci può essere, anche per via dell’influenza dello spostamento delle lancette sulla secrezione di melatonina, alleata del sonno». Insomma, l’ora in più sotto le coperte non è sempre un bene. Fortunatemente, ciò che può aver aiutato ieri, e lo farà ancora nelle prossime notti, è il clima pazzo di quest’anno. L’alternanza tra gelo e caldo umido aiuta il nostro riposo. In particolare, aiuterà i bambini piccoli – che più di altri soffrono il cambio d’ora -, perché riescono a respirare meglio. Ma recuperare sessanta minuti di luce ci rende più produttivi e agevola il risparmio energetico. In sette mesi, in Italia, si sono consumati 643 milioni di kilowattora in meno, pari a 93 milioni di euro.  Nonostante i numeri, metà degli italiani (dati Codacons) sarebbe pronta ad abolire una regola che dal 1996 è armonizzata a tutta l’Europa. Sono, in generale, i Paesi di fascia tropicale a non adottare l’ora legale, perché la variazione di luce è minima. Anche in Africa è scarsamente usata. Così come in Asia, ad eccezione degli Stati dell’ex Urss (anche se i Paesi del Caucaso non seguono tutti lo stesso calendario). Se si fa riferimento all’emisfero australe, il passaggio all’ora solare dall’ora legale segue un calendario invertito rispetto all’Europa e al Nord America. E anche se la polemica, che ha coinvolto anche l’opinione pubblica inglese, sembra aver tuonato più forte degli scorsi anni, l’orologio continuerà a subire un doppio spostamento di lancette durante l’anno. Da oggi farà buio un’ora prima. Prima di rivedere il sole calare verso cena, bisognerà aspettare il 29 marzo.

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