Rate sospese per le famiglie in crisi moratoria mutui per l’acquisto della casa
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fonte:
- Il Secolo XIX
SARÀ CHE DECIDERE di sospendere il pagamento della quota capitale dei mutui delle imprese era tema tecnicamente più complesso e che pertanto richiedeva un protocollo d’intesa tra banche, Confindustria e governo. Sarà che scegliere di dare una mano alle famiglie con disoccupati o cassaintegrati non presenta particolari elementi di complessità. Certo è che questa volta le banche hanno deciso di fare il primo passo in autonomia. Decolla la moratoria per i mutui delle famiglie in difficoltà. L’annuncio arriva dall’Abi e per il momento resta tale, nel senso che l’operatività dell’iniziativa sarà definita più avanti a un tavolo intorno al quale siederanno banche, consumatori e governo. La novità viene però annunciata – e in questa fase dirotta l’attenzione esclusivamente sugli istituti di credito, quelle banche che il ministro dell’Economia Giulio Tremonti a giorni alterni striglia. Le frizioni, insomma, sembrano perdurare. Secondo stime di fonte bancaria, il provvedimento (chiamato Piano famiglie) dovrebbe interessare 110-130 mila nuclei familiari e dovrebbe avere un valore complessivo di 8 miliardi. Le stime di Adiconsum parlano di una famiglia su cinque coinvolta, in Italia. L’aiuto consta nella sospensione del pagamento delle rate del mutuo per l’acquisto della casa: partirà a gennaio 2010 e avrà durata massima di dodici mesi. «Il comitato esecutivo dell’Abi ha deliberato di realizzare un programma relativo a un piano di sostegno delle famiglie – spiega Corrado Faissola, presidente dell’associazione – che serve a rendere più generali e omogenei i diversi interventi che sul territorio sono stati realizzati dalle nostre associate». Questo perché, in realtà, anche nel caso delle famiglie, così come era accaduto per le imprese, a livello nazionale diverse banche si sono già attivate autonomamente nella direzione della moratoria. Della dilazione potrà beneficiare chi ha perso il posto di lavoro, chi è in cassa integrazione, ma anche chi ha visto la cessazione dell’attività di lavoro autonomo e chi ha patito la morte di uno dei componenti del nucleo familiare percettore del reddito di sostegno della famiglia. Faissola precisa che, ai fini dell’attuazione delle misure individuate, «ci sarà un’interlocuzione con varie realtà, come la presidenza del Consiglio, e le associazioni dei consumatori che avevano sollecitato un’iniziativa». Non è quindi un caso che dalle associazioni dei consumatori arrivi un plauso alla novità. Ma se Federconsumatori e Adusbef rilevano che è«una misura che può far tirare un respiro di sollievo nel contesto della crisi» e anche Adoc apprezza la decisione che permetterà di «evitare il rischio di generare una grave situazione di insolvenza», il Codacons la giudica «positiva solo ed esclusivamente a condizione che si consenta di sospendere le rate fino a 18 mesi (e non 12) e che la sospensione valga per chiunque dimostri semplicemente di non essere in grado di provvedere al pagamento delle rate». Il Piano famiglia dell’Abi incassa pure il consenso dei principali istituti di credito, tra cui Intesa SanPaolo, Banco Popolare, Mps, Bpm e la Pop di Vicenza. Tutti d’accordo, insomma, sull’urgenza di aiutare le famiglie piegate sotto il peso della recessione. Gli effetti della crisi, peraltro, si riscontrano anche nei bilanci delle banche. A fine agosto, si legge nel rapporto mensile dell’Abi, le sofferenze lorde hanno raggiunto quasi 52 miliardi di euro, oltre 12 miliardi in più rispetto a novembre 2008, quando avevano raggiunto il valore più contenuto degli ultimi anni. In particolare, nel mese in questione le sofferenze lorde sono risultate pari a 51,8 miliardi di euro, 1,2 miliardi in più rispetto a luglio 2009 e 8,6 miliardi in più rispetto ad agosto 2008 (+20% la variazione annua). A settembre frena anche la dinamica di crescita dei prestiti bancari al settore privato, mentre i mutui aggiornano i nuovi minimi al 3,23% (ad agosto erano 3,24% e un anno fa erano al 5,8%). Sulla base di prime stime dell’Abi, i prestiti a residenti in Italia al settore privato hanno segnato a settembre un tasso di crescita tendenziale dell’1,4%, che si raffronta con il +1,9% registrato ad agosto 2009. Quanto ai tassi di interesse dell’area Euro, ad agosto si è registrata una flessione e in Italia si confermano i livelli più bassi.
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