Mutui, ossigeno per le famiglie
Le banche concedono un anno di sospensione delle rate
MILANO SCATTERÀ da gennaio 2010 la moratoria di 12 mesi sulle rate dei mutui per le famiglie in difficoltà: il provvedimento deciso ieri dalle banche interessa circa 110mila famiglie italiane, per un valore complessivo di 8 miliardi di euro. Il comitato esecutivo dell’Abi, l’Associazione bancaria italiana, ha approvato ieri il Piano famiglie dando mandato al presidente, Corrado Faissola, e al direttore generale, Giovanni Sabatini, di seguire la fase di messa a punto delle caratteristiche tecniche del piano. DESTINATARI dell’iniziativa sono i nuclei familiari già indicati per gli altri accordi varati dalle singole banche: chi ha perso il posto di lavoro o chi è entrato in cassa integrazione, chi ha visto la cessazione dell’attività di lavoro autonomo e chi è stato colpito dalla morte di uno dei componenti del nucleo familiare che contribuiva a sostenere la famiglia. «Il Piano famiglie ha spiegato Faissola si pone l’obiettivo di definire un programma di sostegno che renda più generali e omogenei i diversi interventi che sono stati realizzati dalle banche nostre associate». La finalità è «fare un quadro generale delle iniziative per le famiglie in difficoltà che già sono state oggetto di altri interventi». A questo fine, l’Abi si consulterà «con le varie autorità coinvolte, tra cui la presidenza del Consiglio e le associazioni dei consumatori, enti pubblici e soggetti privati». Il Piano famiglie nelle intenzioni dell’Abi si dovrebbe focalizzare anche sull’accesso a nuovo credito per garantire alcuni consumi primari, sul sostegno per l’avvio di micro attività imprenditoriali o per la ricerca di occupazione. NEL FRATTEMPO, però, le famiglie italiane hanno sudato sette camicie per ottenere dalle banche il contributo previsto dal Decreto anticrisi a vantaggio di chi ha un mutuo a tasso variabile (il cosiddetto tetto al 4%’). Una lunga serie di ostacoli dall’interpretazione delle norme varate dal ministero delle Finanze al tortuoso iter della trasmissione degli elenchi dei beneficiari da parte dell’Agenzia delle Entrate ha finito per ritardare nella maggioranza dei casi fino a settembre l’applicazione di un provvedimento lanciato quasi un anno fa. Intanto è successo di tutto, anche sui mercati interbancari: l’Euribor, che funziona da parametro di riferimento per il calcolo delle rate variabili, per esempio, è crollato da oltre il 5% a meno dell’1% e in questo modo ha fortemente limitato la portata dell’intervento. In specifico, in Europa il costo del denaro è fermo all’1% da maggio, mentre gli Euribor sono bloccati sui minimi di fine settembre con l’indice trimestrale intorno a quota 0,74% e il mensile a 0,43%. NON STUPISCONO, dunque, i distinguo dei consumatori. Il Codacons considera positiva l’iniziativa «solo ed esclusivamente a condizione che si consenta di sospendere le rate fino a 18 mesi, non 12, e che la sospensione valga per chiunque dimostri semplicemente di non essere in grado di provvedere al pagamento delle rate del mutuo». L’Adiconsum, pur sottolineando che nelle proposte formulate all’Abi la richiesta era per un periodo più lungo, rileva che l’importante è iniziare a rispondere con un provvedimento concreto.
-
Sezioni:
- Rassegna Stampa
-
Aree Tematiche:
- BANCA
