Il Codacons: “prezzi isterici, un pieno costa 3,3 euro in più in pochi giorni”
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fonte:
- Corriere della Sera
Nuovi rialzi, benzina oltre 1,3 euro al litro Quinto rialzo consecutivo per Agip, il quarto a ottobre. Sotto accusa anche Esso, Shell e Total. In salita il gasolio
DA CORRIERE.IT
MILANO – Ondata di rincari per la benzina, che torna sopra quota 1,3 euro al litro. Gli aumenti, determinati dalla galoppata del petrolio che ha superato per la prima volta in un anno gli 80 dollari, innescano le proteste dei consumatori. Ma l’Unione petrolifera risponde: gli incrementi sul mercato internazionale dei carburanti sono superiori a quelli industriali e, in molti casi, anche a quelli in vigore sulle strade. AGIP, ESSO, SHELL E TOTAL – I dati sono stati pubblicati da , giornale dedicato alle fonti energetiche. A mettere mano ai listini è stata in primo luogo Agip, ma anche Esso, Shell e Total. L’aumento maggiore è quello del Cane a sei zampe, che ha deciso un rialzo di 2 centesimi, il quinto consecutivo e il quarto nel mese di ottobre, portando così il prezzo della verde a 1,314 euro. Incrementi più contenuti sono quelli di Total (1,5 cent a 1,309 euro), Shell (1 centesimo a 1,309 euro), Esso (4 millesimi a 1,301) ed Erg (che con un aumento di 5 millesimi rimane sotto la soglia 1,3 a 1,299 euro). I rincari riguardano anche il gasolio, il cui prezzo sale in sei marchi: Agip aumenta di 2 centesimi, portando il prezzo a 1,158 euro il litro. Incrementi leggermente inferiori per Total (+1,5 cent a 1,153 euro), Erg (+1 cent, a 1,149 euro), Tamoil (+1 cent a 1,147 euro), Esso (+9 millesimi a 1,145 euro), Shell (+5 millesimi a 1.154 euro). CONSUMATORI ALL’ATTACCO – Per un pieno di benzina di un’auto di media cilindrata, dunque, ci vogliono adesso quasi 66 euro, una cifra che mette in allarme i consumatori: secondo il Codacons «l’isterismo dei listini solo in parte è giustificabile con i rincari avvenuti nelle quotazioni internazionali del petrolio, e allo stato attuale determina un maggior esborso pari a 3,3 euro per un pieno di benzina e a 3,15 euro per un pieno di gasolio. Solo 20 giorni fa la benzina costava 1,248 euro al litro, e il gasolio 1,095» dice il presidente Carlo Renzi. Considerazioni che l’Unione petrolifera contesta, sottolineando che gli aumenti sono «giustificati da una decisa ripresa delle quotazioni internazionali nelle ultime settimane». Non solo: rispetto a 20 giorni fa i prezzi a livello Platts (agenzia di previsioni sui prezzi energetici) «sono aumentati anche più di quanto hanno fatto i prezzi industriali, in particolare la benzina». Il prezzo della verde, dicono infatti le elaborazioni dei petrolieri, nell’ultima settimana sul Platts è salito di 0,028 euro al litro, contro un aumento di 0,011 euro per quello industriale e di 0,013 del prezzo al distributore. Dall’inizio di ottobre, al Platts l’incremento è stato di 0,032 euro, contro il +0,029 del prezzo industriale e il +0,035 del prezzo effettivo. TAGLIO DI 20 CENTESIMI – Secondo il presidente dell’Adoc Carlo Pileri «i nuovi rincari di verde e gasolio testimoniano come, ancora una volta, si presenti l’odioso fenomeno della doppia velocità dei prezzi alla pompa: il prezzo dei carburanti è lesto a salire quando il costo del greggio sale, al contrario è immobile quando il petrolio cala di prezzo. Sul prezzo finale dei carburanti gravano anche, per oltre il 50%, le tasse, accise e Iva». L’Adoc chiede il taglio di 20 centesimi dai prezzi, «10 dalle tasse e 10 dal prezzo del prodotto industriale ad opera dei petrolieri».
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