Benzina, il pieno costa 3 euro in più
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fonte:
- la Repubblica
ROMA – La benzina torna sopra gli 1,3 euro al litro e scattano le proteste. Gli aumenti sono ancora una volta determinati dal prezzo del petrolio tornato ad un passo dagli 80 dollari al barile, ma le associazioni dei consumatori non ci stanno: i prezzi italiani rimangono più alti della media Ue e soprattutto il prezzo dei carburanti non sembra "accorgersi" del contemporaneo rafforzamento dell´euro sul dollaro. Ad accendere la miccia sono comunque i ritocchi di Agip, Esso, Shell, Erg e Total. L´aumento maggiore è quello dell´Eni che portata la verde a 1,314 euro (+2 centesimi), più contenuti sono quelli di Total (1,5 centesimi a 1,309 euro), Shell (1 centesimo a 1,309 euro), Esso (4 millesimi a 1,301) ed Erg (che con un aumento di 5 millesimi rimane sotto la soglia 1,3 a 1,299 euro). Stessa intensità dei rincari per il gasolio: l´Agip aumenta di 2 centesimi, portando il prezzo a 1,158 euro il litro, seguono Total (+1,5 centesimi a 1,153 euro), Erg (+1 cent, a 1,149 euro), Tamoil (+1 centesimi a 1,147 euro), Esso (+9 millesimi a 1,145 euro), Shell (+5 millesimi a 1,154 euro). Il Codacons parla apertamente di «isterismo dei listini solo in parte giustificabile con i rincari avvenuti nelle quotazioni internazionali del petrolio». Sempre il Codacons ricorda come «solo 20 giorni fa la benzina costava 1,248 euro al litro, e il gasolio 1,095» e che il costo del pieno è passato da 63 a oltre 66 euro. Adusbef e Federconsumatori oltre a sottolineare come la velocità degli adeguamenti al prezzo del petrolio sia tempestivi solo nel quando si tratta di aumentare il costo dei carburanti, insistono sul fatto che «l´euro, con cui si paga la materia prima, si è rivalutato veleggiando a circa 1,5 sul dollaro e ciò dovrebbe lenire tale aumento». La stima dei costi è di circa 36 euro annui in più solo di costi diretti e di 30 euro per quelli indiretti causati dai costi di trasporto delle merci. «A quando maggiori controlli sulla doppia velocità dei prezzi? – si chiedono Adusbef e Federconsumatori – a quando il riallineamento ai prezzi europei sempre inferiori di 4-5 cent al litro? E a quando il processo di apertura alla vendita alla grande distribuzione per risparmiare 7-8 cent al litro sui prezzi?» L´Adoc invece stima che nel 2009 il 40% dei consumatori ha rinunciato all´auto e per questo sarebbe «necessario un taglio di 20 centesimi sul prezzo della benzina, vero incentivo all´acquisto e uso dell´auto e viatico per il calo dei prezzi dei prodotti alimentari». Considerazioni che l´Unione petrolifera contesta, sottolineando che gli aumenti sono «giustificati da una decisa ripresa delle quotazioni internazionali nelle ultime settimane». Non solo: rispetto a 20 giorni fa i prezzi del mercato internazionale dei carburanti «sono aumentati anche più di quanto hanno fatto i prezzi industriali, in particolare la benzina». Il prezzo della verde, dicono infatti le elaborazioni dei petrolieri, nell´ultima settimana sul listino Platts è salito di 0,028 euro al litro, contro un aumento di 0,011 euro del prezzo industriale e di 0,013 del prezzo al distributore. Ma dall´inizio di ottobre, al Platts l´incremento è stato di 0,032 euro, contro il +0,029 del prezzo industriale e il +0,035 del prezzo finale.
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