21 Ottobre 2009

Voli di Stato, nessun danno “Legittimi gli ospiti a bordo”

Il Tribunale dei ministri archivia l’inchiesta sul premier Archiviazione per il premier sui voli di Stato

 
ROMA DALLA primavera turbolenta e densa di fotografie di Antonello Zappadu che testimoniavano le visite a villa Certosa, in Sardegna, del premier Berlusconi e dei suoi ospiti, fino all’archiviazione di ieri da parte del Tribunale dei ministri nei confronti del presidente del Consiglio. In mezzo, un’estate al vetriolo con il presunto scandalo sui voli di Stato’ e nessun danno erariale per aver dato un «passaggio» sull’aereo, a Mariano Apicella, una danzatrice di flamenco ed altri amici. IL TRIBUNALE dei ministri ha accolto la richiesta formulata, in giugno, dal procuratore capo di Roma, Giovanni Ferrara. Secondo il collegio per i reati ministeriali, l’ipotesi di abuso di ufficio «deve essere necessariamente esclusa per la mancanza del presupposto della violazione di norme di legge e di regolamento, essendo la materia interamente regolata da direttive della Presidenza del consiglio dei ministri». Insussistente anche il reato di peculato: «Vanno condivise le argomentazioni esposte nella richiesta di archiviazione avanzata dal pm scrivono i giudici non essendo emersi casi di trasporto di soggetti estranei alle delegazioni in assenza del presidente del Consiglio». Tutti i passeggeri, per essere più chiari, erano sempre in compagnia del premier. Di qui la conclusione che non c’è stata «condotta lesiva della funzionalità della pubblica amministrazione e un danno erariale apprezzabile». I VOLI oggetto dell’indagine testimoniati dalle foto scattate da Zappadu si svolsero tutti tra maggio e giugno del 2008 e riguardavano anche il soggiorno, a villa Certosa, dell’ex primo ministro della repubblica Ceca, Mirek Topolanek. Un secondo volo, il 17 agosto, era stato effettuato da Berlusconi insieme con altre persone.  La vicenda giudiziaria si era innescata dopo la denuncia inoltrata dal Codacons e in seguito alle notizie di stampa. ARCHIVIATA anche la posizione del ministro dell’Interno Roberto Maroni per quanto riguarda l’inchiesta su un respingimento di 227 migranti salvati in acque internazionali nel maggio scorso. Contro di lui era stato presentato un esposto da alcuni parlamentari radicali. Nei confronti di Maroni era stato ipotizzato il reato di abuso di ufficio ma il Tribunale ha rilevato che si tratta di «un atto politico non sindacabile in sede penale». Inoltre, per i magistrati, manca il dolo, ovvero non c’è stata alcuna intenzione di arrecare danno alle persone. «Le disposizioni ministeriali si legge nel provvedimento di archiviazione al contrario sono finalizzate ad un efficace contrasto delle organizzazioni criminali».
 

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