Servizi pubblici, la “class action” possibile da gennaio
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fonte:
- Gazzetta del Sud
MILANO Dopo quella già prevista per le aziende private il prossimo gennaio arriverà anche la “class action” per la Pubblica amministrazione. A dire il vero, chiamarla così non sarebbe del tutto corretto perché lo spirito delle cause collettive da parte dei consumatori (molto diffuse in America) è il risarcimento dei danni. La “class action” approvata in via preliminare ieri dal Consiglio dei ministri e prevista dal decreto legislativo di attuazione della Riforma Brunetta in materia di ricorso per l’efficienza delle amministrazioni e dei concessionari di servizi pubblici (dalle strade alla raccolta dei rifiuti) non prevede alcuna forma di rimborso per chi è vittima della mala amministrazione. E proprio per questo molte associazioni di consumatori l’hanno bocciata dopo avere nei mesi scorsi criticato il rinvio della “class action” privata che sarebbe dovuta partire a giugno 2008. La “class action pubblica” dopo la sua approvazione definitiva dovrebbe partire tra gennaio e metà 2010 per settori come i concessionari e la Sanità. L’obiettivo di questa innovativa forma di class action informa in una nota il ministero di Brunetta non è il risarcimento del danno economico ma il ripristino dell’efficienza del servizio, la trasparenza sull’attività della Pubblica amministrazione e dei concessionari e il rafforzamento della valutazione e della responsabilità di operatori e dipendenti. A fare ricorso potranno essere sia i cittadini sia le associazioni e ad accertare violazione, omissione o inadempimento del servizio sarà chiamato un giudice amministrativo. La sentenza verrà comunicata alla Commissione per la valutazione (recentemente istituita da Brunetta), alla Corte dei Conti e agli organi competenti per il giudizio disciplinare sulla responsabilità dei dipendenti. Come detto, la nuova class action pubblica non piace ai consumatori. Per Federconsumatori così si «beffano ancora una volta le aspettative dei cittadini» con una causa collettiva priva di reale efficacia. Elio Lannutti (senatore Idv e rappresentante Adusbef) parla di… “brunettata”, il Codacons di “presa in giro” mentre per il presidente di Altroconsumo, Paolo Martinello prevedere solo un giudice che condanni un ente a fare quello che deve fare è un risultato modesto.
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