“Non si può più parlare di caso River”
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fonte:
- Libertà
«La Magistratura ha stabilito che non esiste una problematica River, alcune istituzioni si attengano quindi a queste decisioni e agiscano di conseguenza». E’ questo il senso di un comunicato col quale la River spa di Podenzano, attraverso il suo legale avvocato Gianluigi Dodici, dà notizia della sentenza favorevole all’azienda nella causa civile promossa da un gruppo di abitanti in località Colombaia. Si fa riferimento alla sentenza n. 591 emessa l’8 settembre 2009, dal Tribunale Civile di Piacenza che ha deciso in merito alle domande svolte da 25 abitanti di Podenzano (facenti parte del Comitato Colombaia) nei confronti di River spa e dell’Amministrazione Provinciale di Piacenza. A sostegno delle domande dei cittadini si era schierato anche il Codacons di Piacenza e di Bologna. Le richieste Si chiedeva: che il Tribunale emettesse un ordine di cessazione della produzione di immissioni moleste, per cui, in pratica si chiedeva la cessazione dell’attività produttiva dello stabilimento; in subordine, la condanna di River spa ad adottare tutte le cautele necessarie per impedire il verificarsi di immissioni moleste; la condanna di River spa a risarcire il danno alla salute, il danno esistenziale, il danno patrimoniale (legato alla perdita di valore dei beni immobiliari degli abitanti di via Araldi). «Pur se non veniva quantificata la somma richiesta – aggiunge nel comunicato il legale della River – è ovvio ritenere e comprendere che si chiedeva un risarcimento quanto meno milionario». accolte le tesi difensive L’avvocato Dodici riferisce quindi che il Tribunale Civile di Piacenza «ha respinto tutte le domande sopra illustrate e, accogliendo le tesi difensive di River spa, ha tra l’altro stabilito che: 1) "la tipologia e la concentrazione delle sostanze emesse, sia dal camino sia dall’esterno dell’azienda, non possono oggettivamente rappresentare un documento per la salute né costituire ragione di disturbo per la popolazione circostante, atteso che i rilievi di sostanze provenienti dal ciclo produttivo ed emesse dopo aspirazione ed abbattimento non giustificano il tipo di odori avvertiti da parte della popolazione residente ed i conseguenti processi irritativi"; in buona sostanza, quindi, il Tribunale Civile di Piacenza ha escluso che le emissioni River possano costituire non solo un danno alla salute, ma nemmeno una molestia; 2) "In alcune occasioni le esalazioni odorose moleste sono state avvertite anche quando lo stabilimento River era chiuso e la lavorazione interrotta"; 3) "In altre circostanze è emerso che nella composizione particellare dell’aria prelevata in zona Colombaia è stata riscontrata dall’ARPA di Piacenza la presenza di benzene, che è sostanza estranea al ciclo produttivo dello stabilimento River"; 4) viene confermata "l’insussistenza di nesso causale fra i fenomeni irritativi e molesti denunciati da parte della popolazione residente e le emissioni originate dalla stabilimento River". Per amor di verità occorre anche aggiungere che il Tribunale Civile di Piacenza si è ancora occupato dell’episodio verificatosi nel lontano 4 giugno 1997 (episodio peraltro rimasto isolato e di cui già si era occupato il Tribunale Penale di Piacenza) ed ha condannato River spa a risarcire a tre persone la somma di euro 1.000,00». Chiariti i termini della sentenza, il legale della River sottolinea che «con la sentenza di cui sopra, sia il Tribunale Civile che il Tribunale Penale di Piacenza si sono occupati della vicenda River e sono giunti a conclusioni del tutto analoghe e favorevoli a River. Si può quindi affermare, senza tema di smentita, che le emissioni ed immissioni River non possono costituire né un danno e/o pericolo alla salute né una molestia per gli abitanti della Via Araldi e per i lavoratori dipendenti di River, i quali, tra l’altro, non hanno mai accusato problemi di salute e/o sintomi analoghi a quelli denunciati dai membri del Comitato Colombaia (e anche tale circostanza dovrebbe indurre a importanti riflessioni) ». «la sentenza va accettata» «E’ peraltro costume del Comitato Colombaia – si legge ancora nella nota – rivolgersi alla Magistratura, esprimere fiducia nell’operato della medesima, chiedere l’intervento delle Istituzioni; e fin qui, nulla di male. Il fatto è che al termine dell’iter processuale, allorché la Magistratura si esprime in senso favorevole a River, il Comitato Colombaia critica ferocemente tali decisioni (come è avvenuto anche recentemente mediante un intervento sul quotidiano Libertà), dimostra di non accettare le sentenze emesse, ricerca alleanze e sostegno da parte di altre Autorità. Amministrative, invoca provvedimenti inammissibili, insiste ad affermare (e a denunziare) che esiste un danno alla salute (peraltro escluso dalle decisioni della Magistratura alla quale proprio il Comitato si era rivolto), lamenta la sussistenza di molestie alla vita di relazione (pure escluse dalla Magistratura). Assistiamo ad un’intollerabile distorsione della verità: prima si chiede l’intervento della Magistratura, poi si afferma che le decisioni della Magistratura sono errate e da non tenere in considerazione. Così, ormai da 15 anni, si afferma impunemente che River inquina e deve quindi essere chiusa». L’avvocato Dodici commenta poi la notizia secondo cui a fine mese si riunisce "il tavolo istituzionale convocato dall’Assessorato all’Ambiente della Provincia di Piacenza per proseguire il dibattito e la ricerca di possibili soluzioni sul caso River". «Orbene – afferma il legale -, in primo luogo non si riesce a comprendere come, dopo ben due decisioni della Magistratura, si possa ancora parlare di un "caso River"; in secondo luogo, non si comprende come a tale "tavolo istituzionale" debba partecipare anche il Comitato Colombaia (che, tra l’altro, non ha alcuna veste giuridica né tanto meno istituzionale); in terzo luogo, ritengo che estromettere River spa da tale "tavolo istituzionale" (ammettendo invece il Comitato) sia quanto meno poco rispettoso dei principi che dovrebbero sorreggere un confronto veramente democratico». «il sindaco sia di tutti» L’avvocato Dodici replica anche alle dichiarazioni del Sindaco di Podenzano, Alessandro Ghisoni, sulla necessità "della riattivazione di un piano di monitoraggio costante e di una nuova verifica delle emissioni diffuse con gli impianti a pieno regime". «Orbene: 1) anche la Magistratura ha ritenuto esaustivi e completi gli accertamenti di volta in volta svolti da organismi tecnici cui si erano rivolti sia la Provincia di Piacenza che il Comune di Podenzano nonché la stessa Magistratura inquirente; 2) sulla scorta degli esiti di tali indagini, il Tribunale di Piacenza ha quindi respinto la richiesta di nuovi accertamenti peritati, in quanto ultronei ed inutili; 3) il Sindaco di Podenzano dimostra di avere una vocazione più tecnica che politica se è vero, come è vero, che un amministratore pubblico dovrebbe avvalersi (e rimettersi) al giudizio della Magistratura e degli organi tecnici (in primis, l’ARPA) deputati per legge ad occuparsi di questioni tecniche, e ARPA, in tutti gli accertamenti eseguiti, ha sempre concluso nel senso di una liceità delle emissioni River; 4) l’ultima campagna di monitoraggio era stata concordata con tutte le Istituzioni interessate (e addirittura a tali riunioni preparatorie era stato invitato il Comitato Colombaia, ma non River) e si era conclusa in senso del tutto favorevole a River; 5) subito dopo aver voluto tale nuova campagna di monitoraggio (ed averne condiviso le impostazioni) il Sindaco di Podenzano ha iniziato ad affermare che le risultanze di tale campagna (favorevoli a River) non erano probanti, con ciò di fatto smentendo l’operato degli organismi tecnici intervenuti». Puntuale la replica dell’avvocato Dodici anche sull’ipotesi di "azzerare le autorizzazioni" alla River fatta sempre dal sindaco Ghisoni. «A tale proposito: 1) non si comprende, anche e soprattutto alla luce delle decisioni delta Magistratura nonché degli esiti degli accertamenti tecnici (anche recenti) su quali motivazioni il Sindaco di Podenzano possa avanzare una simile richiesta; 2) i limiti emissivi imposti a River sono molto più bassi rispetto ai limiti imposti, in altre realtà italiane, a industrie concorrenti, e ciò provoca, tra l’altro, un effetto discorsivo del mercato su cui opera River, costretta a sopportare costi maggiori rispetto ad aziende concorrenti; 3) i limiti emissivi imposti a River sono inferiori a quelli imposti ad altre aziende operanti sul territorio piacentino e pure classificate "insalubri di prima classe", anche nel territorio del Comune di Podenzano; 4) non ci risulta che il Sindaco di Podenzano abbia avanzato richieste analoghe relativamente ad aziende operanti nel territorio del Comune di Podenzano, classificate "insalubri di prima classe" ed aventi limiti emissivi più alti rispetto a quelli imposti a River; 5) River spa non è disponibile a subire continui ed ingiustificati attacchi al proprio diritto (pure costituzionalmente garantito) a lavorare, produrre ed occupare i propri numerosi dipendenti; 6) confidiamo (ma veniamo quotidianamente smentiti) che il Sindaco di Podenzano sia veramente il Sindaco di tutti e non solamente il Sindaco del Comitato Colombaia e che quindi tuteli, nell’ambito della propria attività amministrativa, sia il primario diritto alla salute (peraltro non intaccato né leso dall’attività produttiva di River – come accertato in più occasioni dalla Magistratura) sia il diritto (non secondario) al lavoro e alla produzione industriale». «venga invitataanche la river» Conclude la nota del legale della River: «Una volta definitivamente stabilito che non esiste una "problematica River" ci auguriamo quindi che alcune Istituzioni interessate si attengano alle decisioni della Magistratura (facendo tutti noi parte di uno Stato di diritto) ed agiscano quindi di conseguenza, senza pretendere di porre nel nulla né tanto meno di ignorare le decisioni (e le motivazioni) della Magistratura che, sia in sede penale che in sede civile, si è occupata in modo approfondito del problema artatamente sollevato da una piccola parte (circa 25 persone a fronte di oltre 250 abitanti della Via Araldi) interessata della popolazione di Podenzano». «Termino chiedendo che River venga finalmente invitata a partecipare alle riunioni che si occupano delle problematiche sollevate dalle interessate minoranze di cui sopra e che, semmai, a tali riunioni non vengano invitati soggetti che non rivestono alcuna carica istituzionale e che in realtà non rappresentano nessuno, oltre a loro stessi».
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