Strangolati dalle speculazioni
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fonte:
- Gazzetta del Sud
LODI – Se l’autunno è caldo per gli operai in fabbrica, non è certo da meno per quanto riguarda la situazione delle aziende agricole. Con una differenza: che media e giornali se ne occupano di meno. Ma in realtà il settore agroalimentare sta subendo rincari e vive difficoltà davvero grandi. Per fortuna le organizzazioni di settore, come la Coldiretti di Milano e Lodi, si danno da fare per trovare soluzioni. «Basta bugie sui prezzi – dicono i rappresentanti del mondo contadino -: gli agricoltori prendono sempre meno, mentre i consumatori pagano sempre più. Quindi la spesa degli italiani non dipende tanto dal valore riconosciuto alle materie prime, come latte o cereali, quanto dalle speculazioni che si verificano quando il prodotto lascia le aziende agricole per poi arrivare trasformato sulle tavole delle famiglie». Una posizione condivisa anche dalle associazioni dei consumatori (Adoc, Adusbef, Codacons e Federconsumatori) per lanciare una specie di operazione-verità sui prezzi. Si sono svolti nei giorni scorsi presìdi a Milano, in piazza San Babila, per sensibilizzare l’opinione pubblica sulla questione: «Questa è una battaglia che ci vede schierati al fianco dei consumatori, anche perchè è sull’agroalimentare che si verificano molte delle distorsioni speculative che fanno moltiplicare i prezzi dal campo alla tavola – ha detto Enzo Pagliano , direttore della Coldiretti di Milano e Lodi -; in Lombardia l’esempio più lampante di questa dinamica distorta è il latte. Alle nostre aziende viene pagato meno di 28 centesimi al litro mentre poi lo stesso latte si trova in vendita nei supermarket fino a un euro e mezzo al litro. Oppure c’è il grano, che viene quotato al campo in media 14 centesimi al chilo, mentre il pane viaggia sui tre euro e mezzo al chilo. E’ vero che ci sono costi di lavorazione, ma una differenza così forte è francamente fuori da ogni buonsenso». Per questo la Coldiretti ha deciso di lanciare il progetto di una filiera agricola tutta italiana, con 20mila punti vendita diretta dei prodotti fra spacci aziendali, consorzi agrari, agriturismi e mercati di «Campagna amica». Fra Milano e Lodi sono ormai decine le aziende, i mercati e i punti d’incontro con i consumatori (per averne una mappa completa a livello regionale cliccare su www.lombardia.coldiretti.it). Fra l’altro, oggi agli agricoltori il grano viene pagato non solo pochissimo, ma il 28 per cento in meno dello scorso anno. «Partendo da questo dato, appaiono inaccettabili, addirittura scandalosi, i recenti aumenti registrati nei prezzi di pane e pasta» ha detto sempre Pagliano. Non usa mezzi termini neppure l’Associazione regionale produttori cerali nel commentare i dati relativi all’inflazione nel mese di agosto pubblicati dall’Istat, che evidenziano una crescita tendenziale dei prezzi degli alimentari che è, senza alcuna giustificazione, nove volte superiore al valore medio dell’inflazione. «I prezzi pagati agli agricoltori per i prodotti agricoli in campagna sono in forte calo per tutte le nostre produzioni – ha dichiarato Roberto De Angeli , presidente della Coldiretti di Cremona -. L’andamento crescente dei prezzi al consumo degli alimenti a me sembra una manovra speculativa vera e propria». Articolo pubblicato il 12/10/09
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