9 Ottobre 2009

SCUOLA: INSUFFICIENTI LE MISURE ADOTTATE PER CONTRASTARE L’INFLUENZA A

SI DEVONO LAVARE LE MANI DOPO OGNI STARNUTO MA NON VENGONO FORNITI SAPONE E CARTA IGIENICA IL CODACONS ANNUNCIA RICORSO AL TAR CONTRO LA MANCATA INDICAZIONE DEI VERI RISCHI DI CONTAGIO PRESENTI NELLE SCUOLE E LE RELATIVE INDICAZIONI OPERATIVE PER EVITARE LA PANDEMIA

 
 
Ieri il Ministro dell’Istruzione Gelmini si è detta "contraria al fatto che i bidelli non puliscano le scuole e si appaltino le pulizie all’esterno. E’ uno spreco di risorse pubbliche". Una posizione questa fortemente criticata dal Codacons.
“Se i pochi bidelli rimasti non riescono a coprire neanche le necessità di vigilanza degli alunni, e se molte scuole non hanno il bidello a tutti i piani e in tutte le ali degli edifici, come fanno costoro a occuparsi anche della pulizia delle scuole?” si domanda il Presidente Codacons, Carlo Rienzi.
Altra inesattezza del Ministro è stata la discolpa sull’aumento del numero di alunni per aula. La Gelmini, infatti, dimentica che un altro aumento lo aveva operato precedentemente la sua collega Moratti e che i dirigenti scolastici non formano le classi tenendo anche conto degli indici di edilizia scolastica e di massimo affollamento.
Il Codacons attacca poi i provvedimenti presi per contrastare il diffondersi dell’influenza A nelle scuole. Il 18 settembre scorso il ministro Gelmini, in accordo con il Ministero del lavoro e della salute, ha inviato a tutti gli uffici interessati e le scuole, la circolare con la quale ha diramato le “attese” raccomandazioni e indicazioni operative per la gestione dei casi di influenza pandemica da virus A/H1N1V.
Nelle raccomandazioni, rivolte al personale della scuola e agli studenti, spicca l’indicazione di lavarsi regolarmente le mani con acqua e sapone, soprattutto dopo avere tossito, starnutito ed essersi soffiato il naso. “Ci si chiede con quale sapone e con quale asciugamani si debbano pulire gli alunni – spiega Rienzi – visto che nei bagni della maggior parte delle scuole non vi sono né il dispenser del sapone, né quello delle tovagliette e né tantomeno quello della carta igienica se non il tradizionale rotolo che gli studenti al bisogno si passano di mano in mano insieme ai virus”.
Altra gravissima mancanza è il non aver ribadito il rispetto del massimo affollamento consentito nelle aule e il non superamento degli indici minimi di spazio per ogni alunno previsti dalle norme sull’edilizia scolastica, urbanistica e funzionalità didattica e di quelle sull’igiene e sicurezza sul lavoro. Il non rispetto degli indici minimi previsti significa mettere nello stesso spazio molti più alunni, consumare, viziare e saturare l’aria dell’aula molto prima da virus e batteri di ogni specie oltre il proliferare della PEDICULOSI per via delle distanze molto ravvicinate che gli alunni sono costretti a stare.
Il Codacons, nel ricordare a genitori, studenti e personale della scuola che è possibile segnalare sul sito internet dell’associazione le classi affollate, comunica che ha presentato al TAR ricorso per il mancato inserimento, nelle raccomandazioni e indicazioni operative per limitare la pandemia del Visus influenza A emesse,  delle misure di prevenzione e profilassi generica e specifiche.
Fino al 15 ottobre, inoltre, è possibile aderire al ricorso per i docenti precari e a quello per le classi sovraffollate.
 

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