7 Ottobre 2009

Scuola Cattedre a rischio per centinaia di professori

Il Consiglio di Stato ha bocciato un decreto del ministro Gelmini mettendo in discussione le graduatorie
 

 

PESCARA È davvero l’annus horribilis della scuola. Il Consiglio di Stato dà ragione al sindacato Anief. Boccia il ministro della pubblica istruzione Maria Stella Gelmini e il suo staff. Ma soprattutto rimette in discussione le graduatorie in base alle quali sono state assegnate le cattedre. Sarebbe tutto da rifare, in pratica. Morale della favola: alcune centinaia di insegnanti (solo in Abruzzo, migliaia in Italia) a tempo determinato rischiano di vedersi rescindere il contratto di lavoro firmato all’inizio di settembre e di allungare la lista dei disoccupati. E dentro le aule gran parte degli studenti si ritroverebbe nel bel mezzo dell’anno scolastico con nuovi docenti. «Il Consiglio di Stato – fa sapere l’Anief – ha bocciato il decreto ministeriale (n. 42/2009) che nel consentire il trasferimento a graduatorie di altre tre province dei docenti iscritti nelle graduatorie a esaurimento, aveva disposto che i trasferiti venissero collocati in coda alle graduatorie di nuova iscrizione». Contro il decreto del ministero, che tra l’altro presenterebbe dei vizi formali, era partito un ricorso sottoscritto da migliaia di professori che rivendicavano la cosiddetta iscrizione «a pettine», cioè l’inserimento nelle graduatorie secondo il punteggio posseduto. Sotto l’egida dell’Anief, i precari avevano ottenuto una prima vittoria con l’accoglimento del ricorso da parte del Tar del Lazio che aveva ordinato la sospensiva del provvedimento ministeriale, «ma il ministero – si legge nel sito di Tuttoscuola – per non compromettere gli adempimenti di inizio d’anno relativi alle nomine in ruolo e annue, aveva ignorato la sospensiva e, contestualmente, aveva presentato appello al Consiglio di Stato. Che ora l’ha respinto». Il problema è che attualmente le nomine sono già state effettuate e una loro revisione comporterebbe gravi problemi all’apprendimento degli alunni. E a chi da un giorno all’altro si potrebbe ritrovare senza cattedra, ma che per una volta tanto confida nelle lungaggini della giustizia italiana. Ma che nel frattempo prepara un ricorso per danni contro lo stesso Ministero. L’ennesimo colpo di scena in un autunno che già si preannunciava caldissimo. Le associazioni sindacali infatti sono sul piede di guerra contro i tagli nella scuola e l’aumento degli alunni nelle classi.  Una guerra combattuta a colpi di ricorsi: dal Codacons che denuncia la mancata attuazione dei criteri di sicurezza in base ai quali per ogni classe ci devono essere al massimo 25 alunni (contro i 30 previsti dal Decreto) allo stesso Anief che chiede di immettere in ruolo tutti i docenti precari che in questo anno scolastico hanno ottenuto l’assegnazione di una cattedra dal Csa. Ma anche a colpi di scioperi già fatti e da fare: i prossimi saranno venerdì 9, poi il 20 e il 23 ottobre.
 

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