Santoro fa il pieno di ascolti Più di 7 milioni di spettatori per Annozero e la D’Addario. L’ira del Pdl
ROMA IL COLPO di teatro che Michele Santoro ha lasciato per la fine della sua puntata di Annozero, durata 136 minuti, e alla quale hanno assistito 7.338.000 spettatori con share del 28,92 % era prevedibile: «Berlusconi sapeva», parola di Patrizia D’Addario. Ha permesso tuttavia un record assoluto, come, d’altra parte, quello del successivo Porta a Porta che ha raggiunto la punta di stagione con 1.987.000 spettatori e share di 27, 45. E nonostante nel Pdl si gridi allo scandalo per il collegamento video con la escort barese, le polemiche feroci di questi ultimi giorni hanno segnato, ieri, una battuta di arresto. Il risultato d’ascolto di giovedì sera ha ovviamente soddisfatto Santoro e anche i vertici Rai che, in controtendenza sulle aspettative, hanno voluto sottolineare che Annozero continuerà la sua programmazione e questo al netto dei dubbi sul collegamento della D’Addario. Il dg Mauro Masi sarebbe anche pronto a firmare il contratto per Marco Travaglio. Il ministro Scajola e Paolo Bonaiuti sottolineano come il programma fosse «costruito intorno al buco della serratura e sul gossip è andato in onda regolarmente». Quel che bisogna capire, è ancora l’opinione di Bonaiuti, è «cosa sia il servizio pubblico». Per questo la fase istruttoria avviata dal governo dopo la prima puntata di Annozero resta aperta. Giovedì prossimo Scajola incontrerà i vertici dell’azienda (sempre che il Tar del Lazio non accolga il ricorso presentato dal Codacons contro il ministero), mentre l’Agcom ha ribadito di voler essere tenuta fuori dai giochi. L’Authority svolge la sua normale attività di monitoraggio, anche perché «la possibile sanzione pari al 3% del fatturato», ricordata l’altra sera da Vespa dal ministro Romani, «non tocca un solo programma e soprattutto non può essere pronunciata ex ante». Il presidente del Senato Renato Schifani, ha comunque fatto sentire la sua voce di profondo dissenso insieme ai presidenti dei gruppi Pdl di Camera e Senato: per Schifani «siamo nella palese indecenza», per Cicchitto «è stato segnato il punto più basso» e infine per Gasparri, Santoro non sarebbe altro che un «giullare stalinista» grazie al quale il Pdl «fa il pieno dei consensi». Una lettura che Santoro ha rispedito al mittente sostenendo che 7 milioni di telespettatori non sono «pro o contro Berlusconi» bensì un pubblico che «si sceglie i programmi e non vuole censure». Nell’analisi degli ascolti, ha seguito Santoro un pubblico benestante (gli appartenenti alla classe socio-economica alta arrivano a quota 41,05 per cento) e istruito: ben il 42,76 per cento dei laureati. Con picco tra gli over 55 del 34,27 per cento.
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