Una tassa per turisti ricchi
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fonte:
- Il Messaggero
Una tassa per turisti ricchi, ovvero per chi soggiorna in alberghi a quattro-cinque stelle. Appena cinque euro non di più. Questo l’ipotesi allo studio in alcuni uffici del Comune di Roma anche se in serata arriva la smentita dal Campidoglio che sottolinea come «il documento di programmazione finanziaria è in preparazione e non prevede nuovi tributi». L’indiscrezione però raccoglie da subito reazioni negative tra gli addetti al settore. Il presidente della commissione Turismo del Campidoglio, Alessandro Vannini Scatoli (Pdl), non smentisce che l’ipotesi della tassa sia stata presa in considerazione, ma si dice «perplesso verso una misura che è, da un lato di difficile gestione e dall’altro penalizza un settore già in difficoltà. Meglio sarebbe pensare a una riduzione dell’Iva a livello nazionale con una parte vincolata a migliorie e ristrutturazioni che valorizzino il settore». Anche il presidente della commissione Bilancio Federico Guidi (Pdl) gli ha fatto eco spiegando che «così non si aiuterebbe il comparto turistico» A insorgere sono state soprattutto le associazioni legate al turismo. «Una follia» per il presidente della Federalberghi Bernabò Bocca che ritiene che «chi ha avuto questa bella pensata debba riflettere sugli esiti che un provvedimento del genere ha prodotto in Sardegna qualche anno fa sotto la gestione di Soru, che fece scappare il turismo ricco». Anche a livello locale la Federazione, attraverso il presidente Giuseppe Roscioli considera «un suicidio economico e commerciale una simile idea», mentre il suo direttore generale Tommaso Tanzilli ha ricordato come «durante il governo Prodi una tassa del genere sia stata addirittura inserita in finanziaria e poi fortunatamente eliminata». Il rischio, per Roberto Corbella, presidente dell’Astoi, l’associazione dei tour operator «è di mandare a fondo il settore; del resto l’idea di una tassa sul lusso è vecchia e vorrei ricordare che già in passato è stata respinta. Credo che i soldi pubblici per il turismo debbano essere spesi meglio, soprattutto dalle Regioni». Non ci sta nemmeno la Confturismo Roma e Lazio. Il presidente Giovanni Bastianelli non si spiega perché «dovrebbero essere proprio gli alberghi a trasformarsi in esattori». A favore, unico, il Codacons che però avverte: «ma non solo per il settore del turismo».
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