Formaggi con ospite e muffa
-
fonte:
- Giornale di Brescia
PONTEVICO Stato di conservazione: pessimo. Per non dire altro. Formaggi e prodotti caseari semilavorati trovati con un ospite fisso: la muffa. Ce n’erano per più di 6 tonnellate nel deposito dell’azienda pontevichese che i carabinieri del Nas di Brescia, al comando del luogotenente Giuseppe Scaletta, avevano già «visitato» e perseguito a luglio, con l’ordinanza di chiusura seguita al primo ed altrettanto ingente sequestro di altre otto tonnellate di merce della stessa natura. Grana e fontina ammuffiti La seconda fase dell’operazione in quel di Pontevico è stata portata a termine nei giorni scorsi nel più ampio quadro della serie di controlli effettuati su tutto il territorio nazionale dai carabinieri dei Nas. Con il bilancio conclusivo di decine di tonnellate di prodotti alimentari sequestrate e la chiusura di 21 strutture. I militari del Nas bresciano sono dunque tornati a svolgere accertamenti sull’azienda d’ingrosso di prodotti caseari finita nel centro del mirino nel corso dell’estate. Ancora una volta sono state le «vene» di verde scuro, i segni della muffa a dominare la scena. Formaggio grana, fontina e altri prodotti a pasta dura sono stati rinvenuti in pessimo stato di conservazione. Merce, in larga parte scaduta, che non poteva essere in alcun modo messa in vendita. Ed il sospetto, che è pure un’ipotesi investigativa, è che i formaggi fossero probabilmente destinati alla «rigenerazione» e ad essere rimessi sul mercato sotto altra forma. Complessivamente sono stati sequestrati, 6.200 chili tra formaggi e semilavorati di varia natura che vanno ad aggiungersi agli altri 8mila kg requisiti nel corso dell’ispezione che aveva portato, a luglio, alla chiusura della struttura. Nuovamente denunciati i titolari dell’azienda. Mentre per la merce finita sotto chiave verrà richiesta la distruzione. Frutta congelata scaduta Nel corso di altri controlli gli stessi militari del Nas di Brescia hanno sequestrato oltre 7 tonnellate e mezzo di frutta congelata scaduta da mesi destinata a un’industria conserviera di Lovero Valtellina (Sondrio). A Torino, sono state invece requisite oltre 10.200 confezioni di pane di produzione tedesca etichettato come proveniente da agricoltura biologica, ma contenente un additivo conservante (l’ortofenilfenolo) vietato. Infine quasi 3 tonnellate di alimenti vari (conserve, pasta, dolci e latte) scaduti sono stati sequestrati dai Carabinieri del Nas di Cosenza in un esercizio pubblico di Rocca Imperiale, in provincia di Cosenza. Coldiretti: «Non è un caso» «Non è un caso che le operazioni dei Nas abbiano interessato i settori come quello della frutta e del latte dove si è registrato un vero crollo dei prezzi alla produzione con la chiusura delle stalle e l’abbattimento di interi frutteti made in Italy». È quanto afferma la Coldiretti impegnata nell’«operazione verità sulla spesa alimentare degli italiani», in occasione della giornata di mobilitazione promossa dalle Associazioni dei Consumatori (Adoc, Adusbef, Codacons e Federconsumatori). I sequestri di derivati della frutta, del latte e di altri alimenti confermano – sottolinea la Coldiretti – la necessità di tenere alta la guardia contro le frodi a tavola, che mettono a rischio la salute dei cittadini e fanno concorrenza sleale alle imprese che sono impegnate nel mantenere alti standard di qualità». Per la Cia-Confederazione italiana agricoltori è necessaria «tolleranza zero contro chi, attraverso azioni criminali, fraudolente e illegali, mette a repentaglio la stessa salute dei cittadini e provoca gravi danni alla credibilità del settore agroalimentare italiano».
-
Sezioni:
- Rassegna Stampa
-
Aree Tematiche:
- ALIMENTAZIONE
-
Tags: Brescia, Coldiretti, formaggi, giuseppe scaletta, muffa, pontevico, Sequestro
