19 Settembre 2009

Unipol, Fiorani e Popolare patteggiano

 Chiusa l’udienza preliminare, l’ex ad se la cava con una multa 

 Fiorani "costretto" a patteggiare poco meno di 18mila euro (10mila euro di multa e 6 mesi di carcere, convertiti in sanzione pecuniaria) per aggiotaggio, la Popolare di Lodi che pagherà 228.148 euro, anch’essa per patteggiamento, e l’ex governatore della Banca d’Italia Antonio Fazio rinviato a giudizio con altre 27 persone: questo l’esito dell’udienza preliminare a Milano per il procedimento sulla fallita scalata alla Banca Nazionale del Lavoro da parte della compagnia assicuratrice bolognese Unipol. Fiorani, che, sostiene il suo avvocato Michele Apicella, «era certo di potersi difendere da questa accusa», alla vigilia dell’udienza aveva chiesto al gup Luigi Varanelli di non considerare più la sua proposta di patteggiamento. Come è consuetudine, però, l’istanza è stata ignorata. Un possibile "processo bis" a Roma per il concorso della vecchia Popolare di Lodi (e dei suoi vertici) nella medesima scalata e la necessità di cercare di avere argomenti difensivi, quali un’assoluzione, per opporsi alla sanzione da quasi 650mila euro comminata a Fiorani dalla Consob per la vicenda avevano consigliato all’ex ad della Lodi di scegliere, volontariamente, di affrontare il processo. Ma non ha potuto farlo. All’udienza di ieri è stato accettato anche il patteggiamento dell’allora direttore finanziario Bpl, Gianfranco Boni: due mesi di reclusione, in continuazione con i tre già patteggiati a Lodi per l’ipotesi di falso in bilancio e i tre anni patteggiati a Milano per la fallita scalata ad Antonveneta. La vicenda Unipol, da alcuni letta come il fronte "rosso" dell’estate delle scalate, nel 2005, era maturata come tentativo di ostacolare l’acquisto della Bnl da parte della spagnola Banco Bilbao Vizcaya Argentaria: secondo il pm milanese Luigi Orsi la Bpl di Fiorani, assieme a decine di altri soggetti tra persone fisiche e imprese, avrebbe aiutato Unipol in cambio di un suo appoggio nella scalata ad Antonveneta. Operazioni che nella visione di Fazio avrebbero tutelato l’italianità del sistema di credito nazionale.  Invece ora Bbva, che perse l’affare (l’istituto è ora dei francesi di Bnp Paribas), è costituito parte civile, assieme alla Consob, con i consumatori del Codacons che aspirano ad essi a chiedere i danni a chi sarà condannato.Sul banco degli imputati del processo che si aprirà l’1 febbraio ci saranno anche Francesco Frasca (ex capo della vigilanza Bankitalia), Giovanni Consorte. Carlo Cimbri e Ivano Sacchetti, (all’epoca ai vertici di Unipol) Pierluigi Stefanini e Carli Cimbri (oggi presidente e dg in via Stalingrado), il finanziere bresciano Emilio Gnutti, gli immobiliaristi e costruttori Stefano Ricucci, Danilo Coppola, Giuseppe Statuto e Francesco Gaetano Caltagirone, i banchieri Giovanni Zonin e Giovanni Alberto Berneschi, ai tempi rispettivamente presidente di Popolare Vicenza e Carige e numerose società tra le quali la stessa Unipol, Hopa e Deutsche Bank. Prosciolti invece dal gup, come richiesto dal pm, Marcellino Gavio e la sua Sias e Alessandro Ghibellini con Tanea, Credit Suisse e Nomura con i loro rappresentanti.

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